4 Dicembre 2022

Dove investe la Difesa italiana

Come ogni anno, il Ministero della Difesa ha presentato al Parlamento il Documento Programmatico Pluriennale (DPP), in riferimento al triennio 2022-2024. In 256 pagine, il documento espone un prospetto delle spese previste per il periodo in questione, in linea con la legge di Bilancio dell’anno in corso, e dei progetti a cui la Difesa sta lavorando e a cui lavorerà negli anni a venire.

L’invasione russa dell’Ucraina ha rappresentato un fattore decisivo per definire strategie e priorità della Difesa italiana, racchiuse nel DPP. Se da un lato il conflitto ha reso evidente la necessità dello sviluppo di uno strumento militare all’avanguardia in tutti e cinque i domini operativi, dall’altro ha enfatizzato la rilevanza della collaborazione di Roma sia a livello Nato che nel contesto dell’Unione europea, anche ma non soltanto tramite l’impegno italiano nelle missioni internazionali.

Priorità strategiche per l’Italia

Per l’anno 2022, la dotazione complessiva per la Difesa ammonta a circa 26 miliardi di euro, pari all’1,38% del PIL (in leggero calo rispetto all’1,41% del 2021). La dotazione prevista per il 2023 e il 2024 non si discosta molto dalla somma prospettata per l’anno in corso, ma segna una riduzione del bilancio rispettivamente con circa 25,5 e 25 miliardi di euro.

Tra i fattori principali che hanno determinato la definizione della spesa per la Difesa per il triennio 2022-2024 rientrano, ad esempio, una rideterminazione delle spese indirizzate verso il personale (civile e militare) della Difesa, il rifinanziamento dell’Operazione “Strade Sicure”, e la creazione di un Fondo per il finanziamento di assetti destinati ad alta e altissima prontezza operativa.

Il documento sottolinea la necessità di un incremento del bilancio della Difesa, anche ma non soltanto al fine di raggiungere la famosa soglia del 2% del PIL destinato a questo settore: un obiettivo che la Direttiva per la Politica Militare Nazionale 2022 fissa entro il 2028 ma verso cui non si pianifica di progredire nel prossimo biennio.

In linea con la Direttiva, il documento individua quattro priorità strategiche per il triennio 2022-2024: promuovere un idoneo posizionamento dell’Italia nel contesto di sicurezza internazionale; incentivare l’attività dell’industria nazionale della difesa e il suo collocamento rispetto al mercato europeo e internazionale; favorire la definizione di politiche per il personale della Difesa che faciliti lo sviluppo di competenze specifiche; assicurare al Paese uno strumento militare “sempre più moderno, sostenibile, tecnologicamente omogeneo, fortemente integrato”. Per facilitare il raggiungimento di quest’ultimo obiettivo, il DPP conferma l’intenzione della Difesa di istituire, entro il 2026, una Forza di Intervento nazionale in grado di operare in ogni dominio operativo.

Investimenti in crescita…

Il processo di programmazione finanziaria si articola in quattro diverse funzioni: Funzione Sicurezza del Territorio, Funzioni Esterne, Pensioni Provvisorie del personale in ausiliaria, e Funzione Difesa. A quest’ultima, che comprende tutte le spese necessarie all’adempimento dei compiti istituzionali delle Forze Armate, sono dedicati approssimativamente 18,1 miliardi di euro.

Tale cifra è ripartita nei tre settori chiave di personale, esercizio e investimenti. Per l’anno 2022, si prevede una spesa di circa 10,6 miliardi di euro per il personale (58,6%), 2,1 miliardi di euro in esercizio (11,4%) e 5,4 miliardi di euro in investimenti (30%). Da questi dati si evince che, mentre la spesa per il personale è rimasta più o meno invariata rispetto all’anno precedente (con un aumento del solo 1,1%), si prevede un notevole aumento degli investimenti nella Difesa (+30% rispetto al 2021), che va a braccetto con un sensibile calo delle spese di esercizio (-9,4%). Un calo che sembra essere destinato a intensificarsi negli anni a venire, con circa 1,9 miliardi di euro di spese in esercizio previsti nel 2023 e 1,8 nel 2024.

…per vecchi e nuovi programmi

Con 170 programmi in corso e 46 di previsto avvio, la Difesa intende portare avanti 216 attività nel triennio 2022-2024. Tra quelli attualmente operanti, di particolare rilievo risulta il rifinanziamento di circa 1,8 miliardi di euro del programma Tempest, per la realizzazione di un caccia di sesta generazione – attività ritenuta di valore strategico per la Difesa, grazie alle possibilità offerte in ambito di cooperazione industriale dentro e fuori l’Unione europea.

Tra i programmi di previsto avvio, i maggiori investimenti si registrano tra Esercito e Marina. Una somma di circa 1,8 miliardi di euro è indirizzata verso il rinnovamento della famiglia di sistemi d’arma della componente pesante per lo sviluppo di un nuovo sistema di combattimento per la fanteria. La Difesa considera questo programma vantaggioso alla creazione di opportunità di sviluppo del futuro Carro armato, che sostituisca Ariete entro il 2034, e le relative piattaforme derivate.

La Marina vedrà invece lo sviluppo di nuove unità anfibie mirate al miglioramento della capacità di proiezione dal mare della Difesa, con un investimento previsto in circa 1,2 miliardi. Di rilievo inoltre l’ammodernamento dei sistemi di bordo degli elicotteri EH101,del valore di 1 miliardo.

Se l’attenzione si sposta sui nuovi domini

Il conflitto russo-ucraino ha anche evidenziato l’integrazione nelle operazioni militari dei domini cibernetico e spaziale, insieme a quelli tradizionali terrestre, navale e aereo. Il DPP ribadisce la possibilità, per un Paese nemico o un gruppo non statale, di provocare gravi problemi alla rete cibernetica di uno stato, e di condurre campagne di destabilizzazione e disinformazione mirate al condizionamento dell’opinione pubblica. La Difesa intende quindi dotarsi di capacità che le permettano di operare nell’intero spettro del cyber warfare, e che siano coerenti e interoperabili con i sistemi alleati. A tal fine, il DPP mette a disposizione circa 90 milioni di euro per attività nel settore cibernetico.

Oltre il triplo sarà invece dedicato al dominio spaziale, dal significativo valore strategico, e strettamente connesso al tema della minaccia missilistica. Dal DPP si coglie infatti un avvertimento riguardo tecnologie ipersoniche, ritenute in grado di influenzare considerevolmente la stabilità internazionale. Obiettivo della Difesa comprende dunque il potenzialmente delle proprie capacità di accesso e condotta di operazioni spaziali per garantire adeguata protezione agli assetti nazionali.

Foto di copertina ANSA/ETTORE FERRARI