5 Dicembre 2022

“Sostenere l’Ucraina, preparare la ricostruzione”: parla l’ambasciatore ucraino in Italia

In questa intervista, realizzata da Francesco de Leo presso l’ambasciata ucraina a Roma, Yaroslav Melnyk, ambasciatore d’Ucraina in Italia da settembre 2020, parla della situazione del Paese, della controffensiva, dei rapporti con Roma e delle influenze russe in Europa e nel mondo. A otto mesi dall’invasione russa, tra le priorità del governo ucraino c’è la garanzia della tutela sociale della popolazione e la preparazione all’inverno.

Dopo 8 mesi dall’invasione russa all’Ucraina qual è la situazione nel vostro Paese?
Sono stati otto mesi terribili e inimmaginabili. Ma in questo periodo l’Ucraina è diventata più matura, saggia e responsabile. La situazione generale è complicata. E non parlo solo della situazione nel campo, ma anche di altre sfere: economia e produzione, tutela sociale e medico-sanitaria, energetica e preparazione all’inverno. Ad esempio, secondo le previsioni, il Pil ucraino quest’anno si contrarrà più del 30%, alcune fonti parlano addirittura del 50%, allo stesso tempo l’inflazione raggiunge 25%. Ma dobbiamo tutelare la popolazione, garantire pensioni e altri pagamenti sociali. È importante preservare la nostra economia dal costo delle sfide militari, mantenere le condizioni per le esportazioni. Sul campo la controffensiva va avanti: solo nella regione di Kharkiv sono state liberate più di 400 città.

Temete l’utilizzo della bomba nucleare tattica da parte della Russia?
Ultimamente sono diventate più frequenti le minacce della Russia di usare le armi nucleari. Consapevolmente mina la pace e la sicurezza internazionale e mette a rischio il mondo intero. Abbiamo anche visto il comportamento assolutamente irresponsabile dei russi sulle centrali nucleari d’Ucraina. Ecco perché insistiamo sul fatto che la Russia è uno Stato terrorista del nucleare.

Purtroppo, non possiamo escludere la possibilità che in un istante di disperazione Putin possa dare l’ordine di lanciare un missile con carica nucleare. Non c’è dubbio che in questo caso la reazione del mondo sarà senza precedenti che segnalerà almeno l’inizio della fine della Russia a cui siamo abituati.

Quali sono le aspettative dell’Ucraina da parte della comunità internazionale?
Di fronte alle continue minacce, l’importante è preservare l’unità del mondo occidentale. L’unità nella politica sanzionatoria, nel sostegno militare ed economico all’Ucraina. Un’altra direzione prioritaria per noi è il sostegno alle nostre aspirazioni euro-atlantiche. Durante questi otto mesi, il nostro esercito ha dimostrato le sue capacità al mondo intero e ha dimostrato che l’Ucraina può rafforzare l’Alleanza del Nord Atlantico.

Le principali criticità della ricostruzione del Paese?
Il nostro governo ha elaborato un piano complessivo di ricostruzione di rilancio del tutto il paese, che include circa 15 programmi: dal rafforzamento della difesa e sicurezza all’integrazione europea, fino al rinnovamento delle scuole e del sistema sanitario. Un’altra sfida urgente, visti i progressi della controffensiva, sarà creare ricostruire le città liberate.

A che punto è la vostra richiesta di ingresso nell’Unione europea?
Dopo la concessione dello status di paese candidato, l’Ucraina ha iniziato attivamente l’attuazione coerente di tutte e sette le raccomandazioni della Commissione Europea. Stiamo facendo del nostro meglio per completare i relativi lavori entro la fine di quest’anno. Speriamo che lo stato di attuazione delle raccomandazioni saranno adeguatamente e rapidamente valutata dall’Ue, ad esempio al prossimo vertice Ucraina-Ue che si terrà a Kyiv a dicembre.

Come sono stati in questi 8 mesi i rapporti con il governo italiano guidato da Mario Draghi e cosa vi aspettate dal nuovo governo?
L’Italia è stata tra quei paesi che hanno teso una mano all’Ucraina nei primi giorni dell’invasione russa. Siamo molto grati al popolo e al governo italiani per la loro immediata risposta alle urgenti esigenze sia per gli aiuti finanziari, l’invio di aiuti umanitari in Ucraina, che per l’accoglienza e la cura fornite a quegli ucraini che sono stati costretti a lasciare la la loro casa e si trovano attualmente in Italia. Ringraziamo il governo Draghi per il suo sostegno nel concedere all’Ucraina lo status di candidato per l’adesione all’Ue. Sono stati i mesi di reciproca comprensione, come ha detto il presidente Zelensky, ora i rapporti con l’Italia vivono una tappa nuova e speriamo di proseguire sullo stesso binario con il nuovo governo.

Qual è il suo punto di vista sull’influenza della Russia in Italia?
Credo che la più evidente influenza russa in Italia sia la vasta presenza della narrativa del Cremlino nell’informazione pubblica.

La disinformazione è stata, è e rimarrà uno degli strumenti preferiti non solo della guerra ibrida, ma anche una sorta di diplomazia ibrida russa. Il mondo moderno con internet, i social network, i vari canali di comunicazione è ancora un terreno ideale per la diffusione esponenziale di messaggi manipolatori. Dovrebbe essere chiaro che la disinformazione è solo una componente di una guerra ibrida.

Mosca agisce in modo molto ampio e su tutto il pubblico di destinazione, anche in Europa, e maschera accuratamente i suoi attacchi sotto processi abituali. I valori europei di base che la Russia cerca costantemente di screditare sono continuamente sotto attacco. Avete mai notato che il Cremlino sostiene sia i movimenti di estrema destra che quelli di estrema sinistra nei paesi europei? Questo non è innaturale né incoerente, ma pienamente in linea con gli obiettivi di Mosca: destabilizzare la situazione interna, indebolire l’Occidente dall’interno e far litigare i paesi tra di loro. Per fortuna, la Russia non ci è riuscita.

Chiudere i media propagandistici russi in Europa, è stata una decisione corretta e opportuna. Ma ancora vediamo la presenza forte in Italia della propaganda russa.