3 Luglio 2022

Rapporto IAI politica estera 2021: Il nuovo protagonismo italiano su energia e clima

I dossier “energia” e “clima” hanno ricoperto un ruolo centrale nell’agenda di governo durante il 2021, con il premier Draghi che sembra aver colto bene la complessa sfida di conciliare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività. Ad inizio marzo 2021 è nato il Ministero della transizione ecologica (Mite) che ha integrato alcune competenze della politica energetica tradizionalmente gestite dal Ministero dello sviluppo economico. Ispirato dal principio della sostenibilità ambientale è stata anche la riorganizzazione del Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibile (Mims).

È stato poi istituito il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) col compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione. Infine, è stata istituita la figura di un “inviato speciale” in materia ambientale e climatica, ruolo affidato al Ministro plenipotenziario Alessandro Modiano. Sul piano europeo, secondo la valutazione della Commissione, il contributo alla transizione verde del piano italiano di ripresa rispetta la quota del 37% della dotazione totale della Recovery and resilience facility (Rrf). In generale, rispetto ad altri paesi europei (come ad esempio Germania o Francia), l’Italia ha proposto una spesa “verde” molto più diversificata. Nonostante l’attivismo mostrato su alcuni dossier europei, il governo si è mantenuto piuttosto cauto su altri, in particolare la tassonomia europea, a causa delle eterogenee sensibilità che compongono la maggioranza.

L’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia ha portato l’Italia (come molti altri stati membri Ue) ad approvare misure a breve termine per fornire un sollievo temporaneo a cittadini e imprese. Tra gli Stati europei l’Italia si è mostrata tra i più favorevoli ad interventi comunitari – più o meno vigorosi – nel settore del gas e dell’elettricità, mentre altri si sono orientati contro interventi di natura strutturale sul mercato, preferendo un mantenimento del quadro normativo esistente. Il caro bollette rimane tema centrale e delicatissimo per il governo italiano anche nel corso del 2022. In concomitanza con l’aumento dei prezzi del comparto energetico, l’Italia è comunque riuscita a giocare un ruolo proattivo sul piano della diplomazia climatica, promuovendo e aderendo – in sede G20 e tramite la Cop26 (e pre-Cop26) – ad importanti impegni e iniziative comuni su molti fronti. Resta però da capire come tali annunci verranno integrati in progetti concreti di medio-periodo, specialmente al 2030.

*L’articolo completo di Margherita Bianchi fa parte del report IAI “Il governo Draghi e il nuovo protagonismo internazionale dell’Italia”, consultabile integralmente qui

Foto di copertina ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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