Mojtaba Khamenei è il nuovo Leader

Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo iraniano Ali Khamenei e nominato nuovo capo della Repubblica Islamica, è una figura discreta che garantisce la continuità della linea dura del padre. Il cinquantaseienne non ha ricoperto alcuna carica ufficiale durante la guida del padre, ma si ipotizzava che agisse nell’ombra, esercitando una notevole influenza nei gangli del potere iraniano.

È considerato vicino ai conservatori, in particolare per via dei suoi legami con il potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha prontamente giurato fedeltà al nuovo leader. Il terzo leader supremo della Repubblica islamica ha ricevuto l’appoggio del presidente Masoud Pezeshkian, delle forze armate e della magistratura poche ore dopo la sua nomina.

Nomina e influenza di Mojtaba Khamenei

Dato il riserbo che ha sempre mantenuto nelle occasioni ufficiali e con i mezzi di informazione, la reale influenza di Khamenei è stata a lungo oggetto di intense speculazioni, tanto tra la popolazione iraniana quanto nei circoli diplomatici. È stato nominato leader supremo dal massimo organo clericale iraniano, l’Assemblea degli Esperti, in una dichiarazione pubblicata poco dopo la mezzanotte di lunedì 9 marzo.

Sebbene la rivoluzione islamica avesse posto fine a una dinastia reale plurisecolare guidata dallo scià, il consiglio ha optato per quel tipo di transizione ereditaria che Ali Khamenei aveva respinto per principio nel 2024. Nato l’8 settembre 1969 nella città santa di Mashhad, nell’Iran orientale, Mojtaba Khamenei è l’unico dei sei figli del defunto leader supremo a ricoprire una carica pubblica. L’ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso all’età di 86 anni durante la prima ondata di attacchi aerei statunitensi e israeliani su Teheran, che il 28 febbraio ha dato avvio al conflitto in Medio Oriente.

Background e sanzioni internazionali

Mojtaba Khamenei, un religioso con la barba brizzolata e il turbante nero dei «seyyed» — i discendenti del profeta Maometto —, è un veterano della guerra Iran-Iraq degli anni ’80. Gli Stati Uniti gli hanno imposto sanzioni nel 2019, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, sostenendo che Khamenei agiva in rappresentanza del padre “pur non essendo mai stato eletto o nominato ad alcuna carica governativa, fatta eccezione per il lavoro svolto nell’ufficio del padre”.

Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, Ali Khamenei aveva “delegato al figlio una parte delle sue responsabilità di guida”; questi avrebbe poi “collaborato strettamente” con le forze di sicurezza iraniane “per portare avanti le ambizioni destabilizzanti del padre a livello regionale e i suoi obiettivi repressivi sul piano interno”. Gli oppositori hanno accusato il giovane Khamenei di aver avuto un ruolo nella violenta repressione delle proteste scoppiate dopo la rielezione del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad nel 2009.

Secondo un’indagine dell’agenzia di stampa Bloomberg, che ha citato fonti anonime e rapporti delle agenzie di intelligence occidentali, Mojtaba Khamenei avrebbe accumulato un patrimonio stimato in oltre 100 milioni di dollari. Sempre secondo l’indagine, il denaro ricavato dalla vendita di petrolio sarebbe confluito in immobili di lusso nel Regno Unito, in hotel in Europa e in proprietà a Dubai, attraverso società di comodo con sede in paradisi fiscali.

Carriera religiosa e reazioni

Sul piano religioso, Mojtaba Khamenei ha studiato teologia nella città santa di Qom, a sud di Teheran, dove ha anche insegnato. Aveva raggiunto il grado di Hujjat al-Islam, ma è stato insignito del titolo di ayatollah — un grado superiore detenuto da suo padre e dal leader rivoluzionario Ruhollah Khomeini — al momento della sua nomina a leader supremo.

La moglie di Mojtaba Khamenei, Zahra Haddad-Adel, ha perso la vita negli stessi attacchi americano-israeliani in cui è rimasto ucciso il padre, stando a quanto riferito dalle autorità iraniane. Israele ha lanciato un severo avvertimento al nuovo leader supremo e a chiunque lo abbia scelto, affermando che «la mano dello Stato di Israele continuerà a perseguire qualsiasi successore e chiunque cerchi di nominare un successore».

L’Assemblea degli Esperti conta 88 membri, eletti ogni otto anni. Finora ha supervisionato due passaggi di consegne alla guida del Paese: quello di Mojtaba Khamenei e quello del 1989, quando Ali Khamenei fu scelto come successore di Khomeini dopo la morte di quest’ultimo.

Agence France-Presse

Ultime pubblicazioni