25 Giugno 2022

Il momento dell’India nella diplomazia europea

L’India è diventata un centro di interessi molto attivo di recente, nonostante la sua posizione impopolare in occidente sulla Russia. Sulla scia della visita in India del primo ministro britannico Johnson, anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen è stata a Delhi. Von der Leyen ha visitato la capitale indiana più volte in veste di politica e ministra della difesa tedesca, ma questa è stata la prima volta da presidente della Commissione europea.

La sua visita arriva in un momento difficile, momento in cui Boris Johnson, nonostante le proteste provenienti da diverse parti nel Regno Unito, è stato in India per incoraggiare la Enhanced Trade Partnership (ETP), che prevede il raddoppio del commercio tra Regno Unito e India entro il 2030, e i negoziati per l’accordo di libero scambio (FTA) tra Regno Unito e India, iniziati nel gennaio 2022. Secondo tutti i rapporti, la visita di Johnson ha avuto molto successo considerato che il punto cruciale della Brexit è stata proprio la concorrenza commerciale Ue-Uk, soprattutto nel Commonwealth, di cui l’India è membro, una comunità forte di 2,4 miliardi di persone.

Boris Johnson in India

Il Regno Unito era il principale fornitore di attrezzature di difesa per l’India negli anni ‘50. Nel 2020, questo impegno è stato ridotto a circa l’1% dei 70-80 miliardi di dollari che l’India spende annualmente per la difesa. Johnson mira a rientrare nel settore della difesa, estremamente redditizio per il Regno Unito, che ha dovuto essere ignorato mentre era parte dell’UE, date le regole della concorrenza.

Johnson ha cercato, durante la sua visita, di sostenere le vendite del Regno Unito in questo mercato redditizio annunciando investimenti nella Green economy, e start-up, per una somma di 1 miliardo di sterline. Volando direttamente ad Ahmedabad, l’ex capitale del Gujarat, lo stato natale del primo ministro Modi e, soprattutto, lo stato natale del Mahatma Gandhi, Johnson ha espiato tutte le azioni dei suoi predecessori in 190 anni di colonizzazione con uno spettacolo che ha chiaramente sorpreso esperti e osservatori. Ciò che ora resta da vedere è se von der Leyen può trionfare sull’atto di Johnson e se il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio è in grado di continuare lo slancio della Von de Leyen quando visiterà Delhi a maggio.

Le relazioni Ue-India

Le relazioni Ue-India hanno urgente bisogno di una ripresa e l’intenzione di von der Leyen è quella di fare in modo che l’Ue non perda terreno rispetto al Regno Unito. L’unica differenza rispetto alle guerre del 1600 per conquistare il redditizio mercato indiano è che le potenze europee sono ora unite nel loro approccio all’India e l’India è una potenza in crescita, con un forte governo centralizzato a Nuova Delhi a differenza degli oltre 600 regni del 1600.

Le relazioni dell’India con l’Occidente, in particolare con l’Europa, sono state traumatiche negli ultimi secoli. Come ha riassunto il ministro degli Esteri indiano Jaishankar alla riunione del Consiglio Atlantico nel 2019 : “L’India in realtà ha subito due secoli di umiliazione dall’Occidente perché l’Occidente è entrato in India a metà del diciottesimo secolo e ci è rimasto per quasi 190 anni. La storia dell’India e dell’Occidente è anche una storia di carestie, di schiavitù, di commercio di oppio, c’è quindi un lato molto oscuro in tutto questo.”
Nonostante gran parte del passato coloniale dell’India sia legato al Regno Unito, anche la Francia, il Portogallo e gli olandesi sono stati colonizzatori dell’India, avendo insieme sottratto l’equivalente odierno di 45 trilioni di dollari.

Dopo 75 anni di indipendenza dalla Gran Bretagna e 60 anni di indipendenza dal Portogallo, le relazioni Ue-India sono ancora tese. L’Ue è stata piuttosto generosa nelle forniture di armi alla Cina e al Pakistan, mentre ha fatto ostruzionismo con l’India. Uno dei motivi per cui l’India dipende dalla Russia per circa il 49% delle sue importazioni di armi, è la ripetuta riluttanza di Germania, Francia e Italia a sostenere le vendite di armi all’India negli ultimi due decenni. Questo sta per cambiare, data l’invasione russa dell’Ucraina.

Mentre molti si aspettavano forti critiche alla Russia sulla questione ucraina durante la visita di von der Leyen in India, è ormai chiaro che la sua visita è volta a proteggere gli interessi commerciali e strategici dell’Unione europea alla vigilia delle elezioni francesi e a proporre l’idea di un futuro comune.

Von der Leyen ha parlato al prestigioso Raisina Dialogue, organizzato congiuntamente dalla Observer Research Foundation e dal ministero degli Affari esteri indiano, in cui ha descritto la sfida lanciata dalla Russia alle democrazie con la sua invasione dell’Ucraina e ha sottolineato l’importanza del partenariato Ue-India per il cambiamento climatico, l’Indo-Pacifico e per la protezione della libertà. Ha poi partecipato all’incontro dell’International Solar Alliance e ha annunciato un Consiglio congiunto UE-India per il commercio e la tecnologia dopo il suo incontro con il primo ministro Narendra Modi. Il Consiglio per il commercio e la tecnologia è il secondo dell’UE, il primo è stato istituito con gli Stati Uniti. Mentre per l’India questo è il primo. Questa mossa costituisce un grande passo per la resilienza sia dell’Unione europea che dell’India nella catena di approvvigionamento.

Il suo incontro con l’Indian Youth per promuovere l’European Green Deal e la sua visita al memoriale del Mahatma Gandhi a Raj Ghat, fanno parte della stessa strategia per contrastare la visita di Boris Johnson al famoso ashram Sabarmati di Gandhi, con cui ha cercato di riscattare a Gandhi il titolo di “fachiro nudo” dato da uno dei suoi predecessori, Winston Churchill.

Von der Leyen, durante la sua visita, ha rilanciato anche le discussioni per l’accordo di libero scambio (FTA) tra Unione europea e India, che è stato in fase di stallo per 15 anni. L’invasione russa dell’Ucraina è un campanello d’allarme per l’Europa sulla necessità di lavorare con il paese più popoloso del mondo, dopo la Cina, per spostare la sua dipendenza dalla Russia e la necessità per l’Unione europea di diversificare la sua dipendenza dal mercato cinese. Il Consiglio Ue-India per il commercio e la tecnologia è un passo importante in questa direzione, che dà anche il via alla cooperazione in settori chiave, senza attendere la finalizzazione dell’accordo di libero scambio.

Luigi Di Maio in India

La stagione delle visite di alto profilo dall’Europa all’India proseguirà con il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio in visita in India a maggio. Questa sarà la prima visita di alto profilo dall’Italia a Nuova Delhi, dopo la visita del primo ministro Narendra Modi a Roma per il G20 di ottobre 2021. L’Italia non condivide il bagaglio di colonizzazione che le altre potenze europee hanno e ha avuto un rapporto eccezionale con l’India su base interpersonale. Tuttavia, questo non si è tradotto in una forte alleanza politica fino ad ora.

La confidenza tra Modi e il primo ministro Draghi durante la permanenza a Roma fa sperare che la visita di Di Maio inizi a sostituire la forte vicinanza dell’Italia con Pechino ad una solida collaborazione reciproca con Nuova Delhi. L’esilio decennale di Leonardo dal mercato indiano è finalmente finito. Poche ore dopo che la delegazione indiana ha lasciato Roma, Leonardo è stato tolto dalla lista nera di fornitori, dove era stato incluso a causa di una denuncia di corruzione dei magistrati di Milano su un accordo di Augusta Westland India. Leonardo è un attore importante nell’avvicinamento dei due paesi con la collaborazione nella difesa come priorità reciproca.

L’Ambasciata d’Italia a Delhi ha rilasciato la sua guida “Obiettivo India 2022” in modo tempestivo facendola coincidere con la visita dei ministri. L’inviato italiano a Delhi, Vincenzo De Luca, ha viaggiato nel paese dal Gujarat al Bengala occidentale promuovendo l’Italia, le aziende italiane, e le relazioni tra le persone.

Tuttavia, nonostante gli esempi di Johnson e von der Leyen, c’è il rischio che il ministro degli Esteri Di Maio possa sprecare l’opportunità cercando di dettare e moralizzare la posizione dell’India sulla Russia. Mentre l’India ha spinto privatamente il presidente russo Vladimir Putin per concedere una riduzione della violenza in Ucraina, pubblicamente si è astenuta dall’ammonire la Russia chiedendo invece la pace e il rispetto per la sovranità dell’Ucraina.

Il governatore del Kerala, Asif Mohamed Khan, un candidato alla carica di Presidente della Repubblica dell’India, quando l’attuale mandato del presidente in carica Ramnath Kovind scadrà a luglio, ha recentemente detto: “L’India non è neutrale, vogliamo essere nella posizione di chi, quando tutte le opzioni saranno state esaurite, costruirà un ponte tra le due parti”, riassumendo ciò che il governo Modi ha cercato di comunicare nelle scorse settimane.

Che cosa possiamo aspettarci?

Esistono già accordi tra Fincantieri e la sua equivalente indiana Cochin Shipyards per aumentare il coinvolgimento italiano nel settore navale indiano in continua espansione. Questo crea anche un’opportunità per l’impegno della marina italiana nell’Indo-Pacifico e sottolinea il ruolo dell’Italia come osservatore dell’Indian Ocean Rim Association (IORA).

Uno degli impegni del primo ministro Draghi con Narendra Modi a Roma, è stato quello di assistere la transizione energetica dell’India. Con la guerra russa, dopo la difesa, questa diventa una seconda priorità molto importante non solo per ridurre la dipendenza dell’India dal petrolio russo, ma anche per aiutare l’India con il suo obiettivo di paese a zero emissioni.

Le aziende italiane si trovano ora ad affrontare una crisi post pandemia con le sanzioni russe. L’India è una nuova, anche se complessa, destinazione per le aziende italiane di tecnologia e beni di lusso, per sostituire la loro dipendenza dai mercati cinesi e russi. L’Asia meridionale è attualmente in una fase di crisi con il Pakistan, lo Sri Lanka e il Nepal, per non parlare dell’enorme crisi di sicurezza con i talebani in Afghanistan.

Con la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni francesi, l’India sarà probabilmente una delle sue prime destinazioni nel suo secondo mandato come presidente. Di Maio dovrebbe precedere Macron come prima potenza europea e partner dell’India, data la tempistica della sua visita. Ha tutte le opportunità, soprattutto perché, a differenza della Francia, l’Italia è vista come un’ispirazione per l’India per la sua lotta per la libertà di Mazzini e Garibaldi, considerati eroi da Gandhi. Nelle democrazie moderne, la percezione vale quanto la sostanza e in India, nel suo 75° anniversario di indipendenza, questo può effettivamente fare la differenza.

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