3 Luglio 2022

L’Spd corre da favorita alle federali tedesche davanti a Cdu/Csu e Verdi

Domenica 26 settembre in Germania si vota per il rinnovo dei membri del Bundestag, la Camera bassa del Parlamento. Dai risultati dovrà uscire l’indicazione del nuovo cancelliere o della nuova cancelliera alla guida del governo, probabilmente sostenuto da una coalizione.

A quattro anni dalla riconferma di Angela Merkel nel settembre 2017 e dalla costituzione della “Grande coalizione” nel febbraio 2018 tra i Cristiano-democratici dell’Unione cristiano democratica di Germania (Cdu/Csu) e i socialdemocratici dell’Spd, la corsa per il cancellierato è aperta, dopo il ritiro dalla politica di Merkel.

I candidati e i dibattiti tematici di rilievo
Ai due partiti tradizionali si aggiungono in queste elezioni partiti minori che hanno avuto un importante sviluppo negli ultimi anni. I candidati espressi dai principali partiti sono: Armin Laschet, leader della Cdu/Csu, Olaf Scholz per Spde la candidata dei Verdi – Alliance ‘90, Annalena Baerbock.

I favoriti
La Cdu (federata con la bavarese Csu nell’Unione) è il partito di Merkel, un partito conservatore al governo dal 2005, che in queste elezioni sembra essere in difficoltà. Tale debolezza è attribuita da molti proprio al candidato indicato a gennaio come presidente di partito, Armin Laschet. La presenza dei Verdi tra i partiti favoriti spaventa proprio la Cdu/Csu dopo il successo ottenuto da Verdi e Spd nelle elezioni regionali di marzo 2021. I Verdi hanno, infatti, conquistato il 31% dei voti nel Land Baden-Württemberg, superando la Cdu che da favorita si è, invece, fermata al 23%. In maniera simile, la Spd aveva ottenuto il 34% delle preferenze nella regione della Renania-Palatinato, distaccando di otto punti la Cdu ferma a quota 26% dei voti.

La Spd è la sorpresa di questa contesa elettorale e sta aumentando incredibilmente dei sondaggi, cogliendo anche le difficoltà che penalizzano gli altri partiti. I Verdi avevano raggiunto numeri molto elevati negli ultimi mesi, ma attualmente non hanno possibilità di arrivare come primo partito in queste elezioni. A penalizzarli sono anche le accuse rivolte alla candidata Baerbock di avere poca esperienza politica, che invece viene rivendicata dai suoi avversari.

I temi della campagna
La corsa alle elezioni federali ha visto Laschet, Scholz e Baerbock destreggiarsi più o meno abilmente su tematiche attuali e urgenti quali la lotta al cambiamento climatico e le future politiche energetiche. Un acceso confronto sulle future politiche ambientali della Germania ha coinvolto in particolare il candidato della Cdu, Armin Laschet, e la rappresentante dei Verdi, Annalena Baerbock.

Durante un dibattito televisivo andato in onda sull’emittente nazionale Rtl il 29 agosto, Baerbock ha accusato di non sostenere abbastanza la riconversione energetica delle industrie tedesche, mentre il leader cristiano-democratico ha criticato le politiche “restrittive” dei Verdi, che potrebbero frenare la ripresa dell’economia tedesca. La discussione ha posto in risalto anche temi come il mantenimento di un alto tasso di occupazione e il sostegno economico ai lavoratori, questione portata avanti soprattutto dall’Spd di Olaf Scholz.

Per quanto riguarda la politica estera, tutti e tre i leader concordano sulla necessità che la Germania si assuma maggiori responsabilità diplomatiche, anche alla luce della presa di potere da parte dei talebani in Afghanistan, oltre a garantire che l’esercito e la polizia tedesca siano adeguatamente equipaggiati per fronteggiare eventuali attacchi terroristici.

Inoltre, appare urgente mettere in atto misure per ridurre la povertà infantile e per appianare le differenze economiche che ancora esistono tra la Germania ovest e quella orientale a trent’anni dalla riunificazione. In ambito di politica fiscale si delinea una forte divergenza tra Scholz e Laschet: il primo chiede una maggiore aliquota d’imposta sul reddito per le persone abbienti, mentre Laschet, governatore dello Stato più popoloso della Germania – il Nord Reno-Westfalia, esclude qualsiasi aumento delle tasse. Nel confronto un tema quasi assente è stato il ruolo della Germania all’interno dell’Unione europea.

Gli altri partiti in lizza

A partecipare alla competizione elettorale ci sono altri partiti con i loro rappresentanti. Si tratta di Christian Lindner candidato della Fdp – Partito dei liberi democratici, Alice Weidel e Tino Chrupalla, candidati per AfD – Alternativa per la Germania, partito di estrema destra fondato nel 2013 e, infine,  Janine Wissler e Dietmar Bartsch, candidati di Die Linke, partito di estrema sinistra nato dalle ceneri del Partito socialista della Germania dell’Est, agli antipodi rispetto alle posizioni di AfD.

Dagli ultimi sondaggi pubblicati da Politico, il partito favorito è l’SPD con il 25% dei voti, protagonista di un’inaspettata rimonta nelle ultime settimane. Seguono Cdu/Csu e Verdi, entrambi dati al 16% delle preferenze. Tale percentuale, però, non garantirebbe ai socialdemocratici un numero di parlamentari tali da permettere loro di governare in autonomia.

Sulla base delle dichiarazioni del leader socialdemocratico Scholz una coalizione tra SPD e Verdi è altamente probabile. Tuttavia, qualora tale ipotesi non fosse sufficiente si potrebbero aprire altri scenari, dove le posizioni dei partiti minori, in particolare quella della Fdp data all’11%, potrebbero giocare – benché tra loro molto divergenti – un ruolo chiave nella formazione della coalizione di governo.

A cura di Letizia Storchi e Flavia Cervelli, autrici Europa de Lo Spiegone

Foto di copertina EPA/FILIP SINGER

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