3 Luglio 2022

Rapporto IAI politica estera 2021: l’asse Biden-Draghi tra europeismo e atlantismo

La vicinanza italo-americana è stata corroborata da una sostanziale convergenza di vedute tra il neo-Presidente Biden e il nuovo capo dell’esecutivo italiano Mario Draghi. Nella visione di Draghi, europeismo e atlantismo sono strettamente intrecciati e interdipendenti. È pertanto apprezzato a Washington un interlocutore fidato con cui collaborare sull’agenda del G20 e della Cop26 ed è stato coinvolto direttamente nelle consultazioni preliminari interalleate su Russia e Afghanistan. Il 2021 è stato peraltro segnato dagli atti celebrativi del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, ricorrenza che è stata occasione di vari incontri istituzionali e visite di stato.

La cooperazione è stata incoraggiata nella lotta al Covid, il contrasto all’emergenza climatica, la Nato, le crisi nel Mediterraneo, democrazia e women empowerment, per quanto, soprattutto sul fronte mediterraneo e su quello di promozione della democrazia, non si siano ottenuti concreti avanzamenti. Un importante sviluppo ha riguardato il ripristino del cosiddetto “Quintetto”, un format di consultazione informale tra Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti che era stato particolarmente attivo a cavallo del millennio (soprattutto per la gestione delle questioni balcaniche), riattivato a dicembre dagli Stati Uniti per definire una linea comune nei confronti del leader russo Vladimir Putin per scongiurare una nuova aggressione dell’Ucraina da parte di Mosca.

Anche sulla Cina il governo Draghi si è mosso in una direzione apprezzata dall’amministrazione Biden. Già nel 2020 il secondo governo Conte aveva adottato iniziative mirate a temperare le preoccupazioni Usa che l’Italia fosse diventata più vulnerabile all’influenza cinese, rafforzando il golden power, un dispositivo che consente al governo di bloccare o limitare l’acquisizione di aziende italiane considerate strategiche da parte di compagnie straniere (o anche la fusione con tali compagnie). Ma è stato Draghi a far uso del golden power in maniera più decisa. Attraverso un riallineamento che ha coinvolto numerosi dossier (dall’Ucraina all’evacuazione dei civili afghani, dall’impegno italiano in Iraq al nuovo posizionamento sul fronte cinese e russo), una ripresa dei rapporti economici bilaterali, un maggiore coordinamento nei fora multilaterali, Roma è tornata ad essere a tutti gli effetti un interlocutore privilegiato per Washington nello spazio europeo.

*L’articolo completo di Riccardo Alcaro “I rapporti con gli Stati Uniti” fa parte del report IAI “Il governo Draghi e il nuovo protagonismo internazionale dell’Italia”, consultabile integralmente qui

Foto di copertina EPA/ETTORE FERRARI / POOL

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