20 Maggio 2022

Petr Fiala: a Praga un premier in chiaroscuro per guidare il cambiamento

È l’uomo incaricato dal presidente ceco Miloš Zeman di formare il nuovo governo dopo Andrej Babiš, che si è nel frattempo fatto da parte. Si tratta di Petr Fiala, leader del Partito Civico Democratico (Ods) dal 2014. Lui, che può dirsi il vincitore delle elezioni svoltesi all’inizio di ottobre, ha accettato e porta avanti le trattative con i partner di coalizione per dare composizione finale all’esecutivo.

Nato a Brno nel 1964, Petr Fiala è cresciuto in una famiglia conservatrice, con un padre sopravvissuto all’Olocausto. Ha studiato storia e lingua ceca alla Facoltà di Lettere dell’Università Masaryk, fra il 1983 e il 1988, e dopo la laurea ha lavorato come storico in un museo di Kroměříž. Nel 1996 è diventato docente all’Università Carolina di Praga, mentre la sua nomina a rettore dell’Università Masaryk risale al 2004, carica che ha mantenuto fino al 2011. Nel corso del suo mandato l’università ha visto aumentare il numero di studenti a circa 45mila unità e ha creato un sistema, poi diffusosi in tutta la Repubblica Ceca, per individuare plagi in ambito accademico.

Attivo nel settore della ricerca politologica, nel 2007 Fiala è entrato a far parte del Consiglio dell’Istituto di Studi sui Regimi Totalitari ed è divenuto membro di consigli scientifici e accademici di diverse università pubbliche e private.

Le origini dell’impegno politico

Torniamo indietro nel tempo per scoprire il suo attivismo civile: fra il 1984 e il 1989 ha tenuto seminari di filosofia politica nella sua città natale nella cosiddetta “università underground”. Ha poi partecipato ad attività di ispirazione cattolica soprattutto nella cerchia di Stanislav Krátký che era stato segretamente ordinato vescovo. Insieme ad altri studenti di Brno ha fondato il giornale universitario Revue 88, un samizdat pubblicato nel periodo compreso fra il 1988 e il 1989. Dopo il novembre del 1989 è stato redattore delle riviste Proglas, Revue Politika e Kontexty e nel 1993 ha fondato il Centro di Studi su Democrazia e Cultura (Cdk), un think-tank civico al quale sono legate alcune critiche rivolte a Fiala durante la campagna elettorale di quest’anno in quanto il Centro aveva ricevuto sussidi di stato.

La sua attività politica lo ha portato a incarichi di un certo prestigio a partire dal 2011, anno nel quale ha operato come stretto collaboratore dell’allora primo ministro Petr Nečas. Nel maggio dell’anno successivo è diventato ministro dell’Educazione, Gioventù e Sport, sempre nel governo Nečas, carica che ha mantenuto fino alle dimissioni del premier, avvenute nel 2013.

Alla guida del partito civico

Nel novembre di quello stesso anno Fiala è entrato nell’Ods e all’inizio del 2014 è diventato il quarto leader del partito acquisendo, col tempo, posizioni di sempre maggior forza all’interno del medesimo. Nel 2018 e nel 2020, con la sua leadership, l’Ods si è aggiudicato una serie di test elettorali. Alle scorse elezioni politiche tale soggetto politico si è presentato come membro di Spolu (Insieme), un fronte di centro-destra, con Top 09 e Cristiano-Democratici (Kdu- Čsl) e con Petr Fiala nel ruolo di candidato premier.

Come tale, in campagna elettorale, Fiala ha puntato il dito contro gli alti deficit di bilancio degli ultimi anni, sottolineato le paure della popolazione a fronte dell’aumento dei prezzi e criticato il premier Andrej Babiš per i suoi conflitti di interesse e per aver attribuito l’aumento del tasso di inflazione a cause esterne. Spolu aveva anche promesso agli elettori una riforma delle pensioni, in caso di vittoria e di approdo al governo, con l’introduzione di una pensione minima legata al salario medio.

Posizioni ambigue

Per il resto, il blocco si è segnalato anche per un atteggiamento critico nei confronti dell’Ue: nell’Ods, ad esempio, ci sono diversi simpatizzanti del PiS polacco. D’altra parte lo stesso Fiala si è contraddistinto, nella sua carriera politica, per una visione conservatrice e moderatamente euroscettica. Per contro mostra di opporsi all’estremismo e alle pulsioni populiste, ma allo stesso tempo afferma la sua ostilità ai matrimoni fra individui dello stesso sesso.

Alle elezioni, Spolu ha prevalso di poco su Ano 2011, il partito di Babiš. Nell’occasione il fronte di centro-destra ha ottenuto più consensi del previsto. Non altrettanto può dirsi dell’altro blocco, quello formato dai liberali del Partito Pirata e dai centristi del Movimento dei Sindaci e Indipendenti (Stan), che aveva per candidato premier Ivan Bartoš, il cui risultato si è mostrato inferiore alle aspettative.

Affermazioni controverse

Ora, come già precisato, Fiala è impegnato in trattative per la formazione del nuovo governo. A tal fine Spolu ha raggiunto un accordo con Pirati e Stan. I cinque partiti che formano i due blocchi contano insieme 108 dei 200 seggi della Camera dei Deputati.

Il leader conservatore si appresta, quindi, a preparare il dopo Babiš col suo moderatismo e con affermazioni che gli hanno procurato apprezzamenti ma anche critiche. Nel 2016 ha dichiarato che “il radicalismo islamico è in guerra con l’Europa” e che l’Ue non dovrebbe accettare migranti che costituiscono un rischio per la sicurezza pubblica. Si è opposto al ritiro delle truppe ceche dall’Afghanistan, ha espresso una posizione critica nei confronti del coinvolgimento russo e cinese nella costruzione della nuova unità della centrale nucleare di Dukovany. Ha anche detto che la questione della responsabilità dell’uomo ai fini dei cambiamenti climatici “non è del tutto chiara”, cosa che gli ha attirato critiche e accuse di populismo da parte degli esperti di questioni ambientali. Anche questo è Petr Fiala.

Foto di copertina EPA/Martin Divisek