4 Dicembre 2022

Bulgaria: buona la terza, verso il governo del Cambiamento

Domenica 14 novembre le elezioni dell’Assemblea nazionale bulgara hanno decretato la vittoria del partito Continuiamo il cambiamento. Seguono Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria – Gerb, fermo al 22,7%, e il partito filo-turco Movimento per i diritti e le libertà, con il 13% dei voti. L’affluenza è stata di circa il 40% dei votanti.

Se da una parte il neonato partito Continuiamo il cambiamento ha quasi duplicato le aspettative degli exit poll (che gli attribuivano il 14% delle preferenze) arrivando a superare la soglia del 25,5%, dall’altra, partiti storici quali Gerb e Partito socialdemocratico bulgaro (Bsp) hanno perso terreno.

L’exploit del partito dell’ex ministro dell’Economia Petkov e dell’ex ministro delle Finanze Vassiliev, incaricati ad interim nello scorso aprile dal presidente Rumen Radev, è indicativo della perdita di potere dei partiti istituzionali sull’elettorato.
Sebbene sia Continuiamo il Cambiamento sia il partito di Slavi Trifonov, C’è una Nazione, portassero avanti un programma simile in materia di anti-corruzione e di coalizione anti-Gerb, il cospicuo vantaggio numerico del partito di Petkov e Vassiliev sembra risiedere nell’apertura al dialogo con gli altri partiti (incluso il Bsp) per la formazione di un governo di unità nazionale. A differenza del partito di Trifonov, Continuiamo il Cambiamento si è mostrato fin dall’inizio incline alle coalizioni, mentre la pregressa esperienza istituzionale dei suoi leader ha contribuito alla buona visione del partito presso l’opinione pubblica.

Petkov, intervistato dopo lo scrutinio ha dichiarato che “Con una maggioranza di 121 deputati nel Parlamento di 240 posti la Bulgaria avrà un regolare governo. Ora è il momento di dimostrare che la Bulgaria ha intrapreso la strada del cambiamento e non si può tornare indietro”, aggiungendo anche che spera di diventare primo ministro e di avere il co-fondatore del partito, Vassilev, come futuro ministro delle Finanze.

Una coalizione (troppo) eterogenea?
Tuttavia, secondo gli analisti, i negoziati per la formazione dell’esecutivo saranno complessi, sia per la frammentarietà numerica dei partiti che hanno superato la soglia di sbarramento (sette in totale, incluso Gerb) sia per i diversi programmi di governo. Se l’obiettivo di Continuiamo il Cambiamento è quello di creare una coalizione multipartitica, con l’esclusione di Gerb, esso dovrà trovare un punto d’incontro con il partito filo-turco Movimento per i diritti e le libertà – Mdl, che ha conquistato il 13% delle preferenze (a fronte di un 10% nelle precedenti elezioni). Ma anche con il Partito socialdemocratico stabile al 10,2% (in calo di tre punti percentuali rispetto alle elezioni di luglio) e C’è una Nazione, sceso dal 24 ad appena il 9%. Presenti in Parlamento e, potenzialmente, nella compagine di governo anche Bulgaria Democratica e Rinascita, rispettivamente al 6% e 5%.

Tutti questi partiti propongono obiettivi e programmi anche molto differenti tra loro, con esponenti politici presenti nella precedente Assemblea Nazionale (Bsp e Mdl) e partiti dichiaratamente antisistema (C’è una Nazione e Rinascita), ma tutti vogliono evitare di collaborare con il partito dell’ex Primo ministro Boyko Borissov.

Lo spettro delle quarte consultazioni
Nonostante le prospettive difficili per una coalizione durevole e compatta, la necessità di raggiungere un’intesa e di non arrivare a nuove elezioni potrebbe essere l’elemento chiave per l’inizio della legislatura. Andrius Tursa della società di consulenza Teneo, ha confermato a Reuters tale indirizzo: “I negoziati saranno probabilmente impegnativi, tuttavia, l’urgente bisogno di un governo stabile faciliterà probabilmente i compromessi da tutte le parti, almeno a breve termine”.

Questo però implica anche un dialogo con Gerb, dal momento che rimane il secondo partito per preferenze e la propaganda promossa da Petkov e Vassiliev, sostenuti dal rieletto presidente Rumen Radev, rende ancora più complicata la formazione del governo. In caso di insuccesso, delle nuove elezioni sono fissate per aprile 2022, a un anno esatto dalla prima tornata elettorale.

A cura di Letizia Storchi, autrice della redazione Europa de Lo Spiegone

Foto di copertina di EPA/VASSIL DONEV
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