2 Dicembre 2022

Rassegna stampa africana: la Tunisia verso una svolta autoritaria?

Pubblichiamo dei passaggi della rassegna stampa settimanale sull’Africa, curata da Jean-Léonard Touadi per RadioRadicale. È possibile ascoltare il podcast dal sito dell’emittente. Clicca qui per ascoltare 

Il focus della rassegna stampa africana di questa settimana è sulla Tunisia, dove il presidente Kaïs Saïed ha annunciato di voler sciogliere il Consiglio superiore della magistratura.

In Tunisia il presidente Saïed scioglie il Csm

Lo racconta Yosra Ouanes per Agence Anadolu. “Il presidente tunisino Kaïs Saïed ha confermato giovedì la sua intenzione di pubblicare un decreto presidenziale che scioglie il Consiglio superiore della magistratura (Csm) per sostituirlo con un altro” scrive la giornalista. È quanto emerge “dal suo intervento pronunciato alla riunione del Consiglio dei ministri da lui presieduto”. La situazione viene monitorata anche dalla comunità internazionale che dopo lo scioglimento del Csm “ha richiesto al capo dello Stato di revocare la sua decisione”. Come riportato “la Tunisia è in preda a una crisi politica da quando il capo dello Stato ha deciso il 25 luglio di destituire il capo del governo, Hichem Mechichi”.

“Ieri il presidente tunisino Kaïs Saïed ha dovuto affrontare crescenti pressioni da parte di giudici e occidentali dopo la sua controversa decisione di sciogliere un organo giudiziario chiave, vista come una battuta d’arresto democratica nella culla della Primavera araba” scrive il giornale libanese l’Orient-Le Jour che poi cita la risposta del presidente: “‘Vorrei rassicurare tutti in Tunisia e all’estero che non interferirò nell’opera della giustizia e che ho fatto ricorso a questo scioglimento solo perché si era reso necessario’, ha affermato lunedì sera Saïed in risposta alle critiche”.

Su Africa News viene sottolineata la preoccupazione internazionale in seguito alle azioni di Saied. Il giornale riporta che “gli Stati Uniti e l’UE lunedì hanno espresso la loro ‘preoccupazione’ dopo la decisione del presidente Saïed, denunciata dai suoi critici come una deriva autoritaria e alimentando i timori di un ritorno al governo autoritario”. La paura è che si ritorni alla svolta autoritaria, come quella che accese la primavera araba che rovesciò la dittatura di Zine El Abidine Ben Ali nel 2011.

Lo stato poliziesco e una crisi finanziaria

Non usa mezzi termini Le Nouvel Economiste che in un articolo firmato da Ardavan Amir-Aslani e Inès Belkheiri titola “Tunisia, o come rinasce una dittatura”. Per il giornale ci sono “tutti gli ingredienti per arrivare alla ricostituzione di uno stato di polizia”. Come raccontato il presidente “ha invocato un ‘pericolo imminente’ per giustificare la serie di misure eccezionali da lui adottate”. I due giornalisti scrivono che “la separazione dei poteri è, con questa nuova decisione, completamente minata, e la situazione suggerisce che il regime ex parlamentare cederà gradualmente il passo, non a un regime presidenziale, ma a uno stato di polizia”.

Non solo crisi politica ma anche finanziaria. Nell’articolo di Malik Ben Salem per il Courrier International viene infatti menzionato il sostegno richiesto dalla Tunisia al Fondo Monetario Internazionale. “Per completare il suo bilancio 2022, la Tunisia dovrebbe mobilitare 12,7 miliardi di dinari (3,89 miliardi di euro) in prestiti esteri” riporta il settimanale francese, “data questa delicata situazione economica, Tunisi si rivolge al Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’ultimo donatore che potrebbe concludere un accordo con il Paese”.

Le sfide dell’Unione Africana e l’attentato in Libia

Spostandoci dalla Tunisia andiamo ad Addis Abeba dove il 5 e il 6 febbraio il summit dell’Unione Africana non ha saputo rispondere alle tante sfide a cui il continente deve far fronte. È stato un vertice in cui le aspettative non sono state rispettate, ma si spera in qualcosa di meglio durante il prossimo summit con l’Unione Europea. La BBC racconta i temi discussi, soprattutto i colpi di stato e la pandemia.

In Libia “il primo ministro Abdul Hamid Dbeibah è sfuggito a un attentato al suo convoglio a Tripoli” scrive Nigrizia. “Il veicolo del premier è stato preso di mira da spari mentre stava tornando a casa”.

Rassegna stampa a cura di Jean-Léonard Touadi è funzionario FAO, docente di geografia dello sviluppo in Africa, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Foto di copertina EPA/MOHAMED MESSARA

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