Trentennale Ince: discorso di Franco Dal Mas

Cari Ministri, cari amici, cari tutti,

Trent’anni fa, qui a Trieste è stato istituito il Segretariato esecutivo della CEI grazie a un accordo di sede stipulato tra il Governo italiano e la Presidenza della CEI. Oggi celebriamo questo anniversario. È anche un’occasione per riflettere su ciò che è stato fatto e su ciò che resta ancora da fare.

Negli ultimi giorni mi sono sentito come Ulrich in “Azione parallela” di Musil: non ci sono imperi da celebrare, ma un’Europa che sta prendendo forma.

Permettetemi di illustrarvi brevemente le tre dimensioni principali della CEI: la dimensione governativa, la dimensione parlamentare e la dimensione economica. Poiché oggi sono i governi a prendere la parola, vorrei soffermarmi sulle altre dimensioni importanti.

Desidero dare il benvenuto alle delegazioni parlamentari qui presenti oggi, con le quali intratteniamo un dialogo costruttivo. Sono fermamente convinto che quando parlano i parlamenti, parlano anche i governi.

La dimensione economica ha due leve: il Fondo di cooperazione della CEI, finanziato da tutti gli Stati membri dal 2002, che sostiene le attività di cooperazione e gli scambi in tutta la regione. E il Fondo CEI presso la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, istituito dall’Italia nel 1992 per sostenere lo sviluppo economico e le riforme istituzionali nella nostra regione. In particolare, il Fondo finanzia il Programma di cooperazione tecnica e il Programma di scambio di know-how, che promuovono il trasferimento di competenze e lo sviluppo delle capacità tra gli Stati membri della CEI. Nel corso degli anni, il Fondo CEI ha sostenuto più di 200 progetti di cooperazione tecnica e più di 150 progetti del Programma di scambio di know-how.

Permettetemi di condividere una breve riflessione personale.

Un grande economista e statista italiano, Luigi Einaudi, una volta disse che il concetto di sovranità assoluta dovrebbe gradualmente scomparire dalle costituzioni nazionali. La sua idea non era quella di negare l’importanza delle nazioni o dei popoli, ma di ricordarci che le nazioni non possono sopravvivere se rimangono chiuse in sé stesse. I popoli non possono scomparire. Ma le nazioni o sono vive o sono in declino. Sono vive quando sono aperte, dinamiche e impegnate nello scambio con gli altri. Declino quando si isolano.

Ciò si riflette nel nostro Segretariato, dove tre vice segretari generali provenienti da Ucraina, Ungheria e Serbia si incontrano ogni giorno per lavorare insieme. Questo Segretariato è un luogo davvero unico.

Permettetemi ora di concludere. Vorrei ringraziare tutti i paesi qui presenti oggi. In particolare il nostro paese ospitante, l’Italia, per il suo costante sostegno politico e finanziario alla CEI. Vorrei inoltre ringraziare il Ministro Antonio Tajani per il suo forte impegno nel processo di allargamento dell’UE. Egli è una voce autorevole, ampiamente riconosciuta e rispettata in tutta Europa. Un ringraziamento speciale va anche al Ministro Toiu, che quest’anno presiede la CEI. Alla senatrice Stefania Craxi, Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato italiano, per il costante impegno a favore della CEI. I miei sinceri ringraziamenti vanno anche al Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, qui rappresentato oggi dal Sottosegretario di Stato Sandra Savino, per il sostegno. Vorrei inoltre ringraziare i coordinatori nazionali degli Stati membri della CEI per l’importante lavoro svolto a sostegno delle attività della CEI.

Desidero davvero ringraziare il nostro personale, sia quello attuale che quello che ha prestato servizio in passato, per il forte impegno dimostrato, che apprezzo moltissimo. Senza di loro, oggi non saremmo qui.

Franco Dal Mas

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