Signor Vice Presidente del Consiglio,
Signora Presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato,
Onorevole Presidente della Delegazione parlamentare,
Signor Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia,
Signor Segretario Generale dell’Ince,
a nome dell’Istituto Affari Internazionali ringrazio il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Onorevole Tajani, e il Segretario Generale dell’Iniziativa Centro Europea, Senatore Dal Mas, per aver voluto associare il nostro Istituto alle celebrazioni del trentennale dell’Ince. Rivolgo il più cordiale benvenuto alle delegazioni presenti, che ci onorano con la loro autorevole partecipazione ai lavori.
Il coinvolgimento dello IAI in questa celebrazione non è casuale. E’ un riconoscimento del lavoro svolto da anni per rafforzare l’attenzione e il dialogo con l’Europa centro-orientale, sulla base di un prioritario interesse nazionale italiano da coniugare con una più ambiziosa progettualità europea.
Con questo obiettivo, abbiamo collaborato con le società civili dei Paesi della regione, con le istituzioni internazionali o con la Farnesina, da ultimo con l’iniziativa New visions for the Western Balkans sul tema dell’allargamento dell’Unione Europea e quindi della riunificazione della comune famiglia europea. E possiamo testimoniare quanto – soprattutto nei tempi di incertezza odierna – le organizzazioni regionali possano essere ponti preziosi tra l’Unione europea e i Paesi candidati.
L’Ince si è sviluppata negli anni partendo dalla intuizione originaria italiana della necessità di un dialogo tra quattro Paesi allora di diversa collocazione, ma con un comune interesse a una cooperazione fino a quel momento inedita. Come ricordato dal Presidente Tajani, alla fine degli anni Ottanta fu il ministro degli Esteri Gianni De Michelis a lanciare la “Quadrangolare”, un foro regionale con Austria, neutrale; Italia, membro della Nato; Jugoslavia, non allineata; e Ungheria, membro del Patto di Varsavia. Era l’embrione di quella che poi sarebbe diventata l’Iniziativa Centro Europea.
L’Ince ha operato in più settori, come nel campo della diplomazia giuridica o dei rapporti tra Parlamenti nazionali. L’organizzazione mantiene un ruolo rilevante in particolare nella connettività, nelle infrastrutture, nei trasporti e nel digitale. L’Ince e il suo Segretariato hanno soprattutto favorito il percorso di avvicinamento all’Ue dei Paesi candidati. Potrà avere lo stesso ruolo per completare il processo di riunificazione continentale. A suo favore giocano la dimensione politico-istituzionale e l’ampia rete di contatti con diversi organismi internazionali, la prassi di gestione di progetti complessi in partenariato con stakeholders nazionali e istituzioni finanziarie.
Come IAI confermiamo il convinto impegno a seguire l’Organizzazione nei suoi progetti. Siamo lieti di offrire le nostre competenze e la passione per l’Europa, la priorità su cui l’Istituto è nato e alla quale è rimasto sempre fedele. L’intento è di animare non solo un think tank di politica estera, ma una fucina di idee al servizio delle istituzioni.
Auguro a tutti buon lavoro e il miglior seguito agli scambi, sicuramente interessanti, che emergeranno dalla Conferenza.
Presidente dell'Istituto Affari Internazionali. Diplomatico di carriera, ha lavorato alla Direzione degli Affari Economici (1975), all’Ambasciata d’Italia a Brasilia (1978) e all’Ambasciata d’Italia a Bonn (1981). Dal 1984 al 1987 è stato consigliere a Beirut. Nel 1991 è nominato Primo consigliere a Bruxelles, presso la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea. Nel 1997 diventa ambasciatore a Sarajevo. Nel 1999 assume la direzione dei Rapporti con il Parlamento e poi del Servizio Stampa alla Farnesina. È Ambasciatore a Brasilia dal 2004, a Berlino dal 2009 e Segretario Generale della Farnesina dal 2012 al 2016. È stato presidente del Centro italo-tedesco per il dialogo europeo Villa Vigoni su proposta congiunta dei governi italiano e tedesco.





