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“Una presidenza come nessun’altra”: gli Usa di Trump

Il titolo originale del libro, “Una presidenza come nessun’altra – Come Donald Trump sta mettendo in crisi l’America”, uscito in Italia per Mondadori, è “A very stable genius”, un genio molto stabile. Riferimento ironico alle parole che The Donald usò per descriversi in più di un’occasione via tweet, rispondendo provocatoriamente a quanti osavano mettere in dubbio la sua sanità mentale e psicologica nonché la sua idoneità al ruolo ricoperto.

In più di 400 pagine, il volume scritto da due premi Pulitzer del Washington Post, Philip Rucker e Carol Leonnig, ripercorre i primi tre anni dell’Amministrazione Trump. Generoso di fatti ed episodi raccolti sulla base di centinaia di interviste e inchieste mai pubblicate, rappresenta pagina dopo pagina una vera e propria lezione di puntualità e rigore giornalistico, esercitato su moltissimi materiali e aneddoti raccolti grazie a tantissime fonti, fra cui anche funzionari, amici e consulenti di Trump. Attraverso una narrazione cronologica “in presa diretta” che fa uso anche di dialoghi e ricostruzione di scene e protagonisti, il lettore riesce così a entrare nelle stanze del potere, accompagnato in maniera disinvolta in un pezzo – breve ma estremamente significativo – della politica americana.

Documentato in maniera attenta, tanto da essere svelato per quel che è;  in realtà ci sarebbe “uno schema ben preciso nel disordine quotidiano dell’attuale presidenza, e soprattutto un unico scopo: difendere i propri interessi e perpetuare il proprio potere, anche a costo di minare le fondamenta della democrazia”. Philip Rucker non ha dubbi: “Trump – ha dichiarato -, è una personalità unica. Altri sono guidati da un’ideologia, lui ha solo un’agenda personale. Infatti è pieno di incoerenze ideologiche: un giorno vuole ritirare le truppe dal Medio Oriente, il giorno dopo fa uccidere un generale iraniano”. Carol Leonning gli fa eco: “La sua forza sta nel messaggio che ha rivolto ad alcune categorie di americani: lui li difende mentre altri li avevano abbandonati, disprezzati. E forse alcuni suoi successi internazionali possono derivargli dal fatto di essere diverso, impulsivo e imprevedibile. Non siamo esperti di sicurezza nazionale, ma chi lo è si sente preoccupato dal fatto che questo presidente decide senza mai chiedersi cosa accadrà una settimana dopo”.

Il libro è in definitiva una ricognizione approfondita sulla politica a stelle e strisce incentrata sul potere personalistico del capo, che passa anche attraverso il racconto di storie non in primo piano per far luce sulla sua personalità impulsiva e capricciosa. E che tocca molti aspetti dell’operato di The Donald, dalle sue battaglie ossessive con il Dipartimento di Giustizia, all’indagine Mueller, all’Fbi, ai numerosi casi di fuoriuscita dei collaboratori, fino all’uso sfrontato dei social e al culto della vittimizzazione. Quando il 21 luglio 2016 Trump iniziò la avventura verso la presidenza, dal palco della Quicken Loans Arena di Cleveland disse che era l’unico che poteva sistemare le cose. Rucker e Leonning nel loro libro hanno scelto saggiamente di mostrarlo direttamente in azione, “piuttosto che dire ai lettori cosa pensare di lui”. Ciascuno, leggendo con stupore questo resoconto sorvegliato e spiazzante, può farsene da solo e liberamente una propria idea.

A cura di Elena Paparelli