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Un manuale di Vincenzo Guizzi – diritto e politica dell’Ue

Mancava dal panorama scientifico da più di dieci anni. Oggi il “Manuale di diritto e politica dell’Unione europea” di Vincenzo Guizzi torna in libreria, giunto alla quarta edizione e con una veste editoriale rinnovata che tiene conto di tutte le evoluzioni più o meno radicali prodottesi nel contesto euro-unitario, dal naufragio del progetto costituzionale al parziale salvataggio ad opera del Trattato di Lisbona.

Testo fondamentale per quanti vogliano riannodare i fili della governance europea, il volume di Guizzi va ben oltre la classica struttura del testo formativo giuridico: è un’analisi completa che prende le mosse da una dettagliata storia dell’integrazione e ne esplora le potenziali prossime frontiere.

Una scelta, questa, che riflette l’indole dell’autore – fiero “storico mancato” ed osservatore delle vicende europee sin dai primi Anni Sessanta -, il quale si sofferma molto sulla ricostruzione del cammino non sempre pianeggiante del processo di integrazione. Un’attenzione foraggiata dalla forte passione federalista di stampo spinelliano di Vincenzo Guizzi, alimentata pure dalla profonda amicizia con Luciano Bolis, federalista anch’egli ed eroe della Resistenza: aspetti che il capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano mette in risalto nella presentazione del manuale.

In un unico contesto, Guizzi rende giustizia agli studi sull’Ue, vittime della settorializzazione operata dalle scelte editoriali. L’autore non dà infatti conto solo dei profili storici, dell’assetto istituzionale, del diritto materiale dell’Unione – quel mercato interno da cui, in via normativa e giudiziaria, s’è sviluppato il nucleo fondamentale del diritto Ue -, ma arricchisce l’opera con uno sguardo globale alle politiche europee, contornando l’impostazione del giurista con il punto di vista di chi ha lavorato per quasi quarant’anni nella cooperazione interparlamentare (più di trenta alla Camera, il resto al Parlamento europeo di Strasburgo) e il rigore scientifico del cattedratico (ha insegnato, tra l’altro, alla Federico II di Napoli e alla Sapienza di Roma).

Il quadro giuridico-istituzionale proposto nella prima parte del manuale trova una più definita cornice politica nella seconda sezione, secondo un impianto generale che ricalca quello originario (la prima edizione risale al 1994), pur se riorganizzato e aggiornato.

Nella ricostruzione si succedono le nomenclature col tempo assunte dall’architettura istituzionale europea; con una puntigliosa notarella dell’autore, che dichiara la propria partigiana preferenza per l’uso della vecchia dizione di “Comunità”, perché “espressione della solidarietà, elemento fondante del processo di integrazione europea”. Retorica senz’altro da recuperare, nella prospettiva di un’unione politica.

Il viaggio nell’Unione si muove non solo sul binario del diritto primario o di quello derivato, ma soppesa tutte le implicazioni che il ruolo dell’Ue ha nei settori in cui è oggi radicata una competenza di Bruxelles e Strasburgo.

Ai temi più classici (tra gli altri, fonti e procedure decisionali, azione esterna, finanziamento dell’Ue, libertà fondamentali, rapporti tra ordinamenti comunitario e nazionale) si affianca la carrellata delle politiche della Comunità: moneta, concorrenza, fisco, agricoltura e pesca, coesione territoriale e sociale (con i corollari rappresentati da cultura, sanità, sport, istruzione), trasporti, ambiente, industria, ricerca e sviluppo; sino alle nuove frontiere aperte dal Trattato di Lisbona, come la protezione civile Ue, il turismo e l’energia (oggi al centro di uno dei più ambiziosi piani lanciati dalla Commissione Juncker).

Il volume è corredato da diversi allegati, tra cui una cronologia dell’evoluzione istituzionale dell’Ue dal 1950 al 2014 e una tavola sinottica di comparazione fra vecchio e nuovo testo dei Trattati fondamentali.

Il “Manuale di diritto e politica dell’Unione europea” viene presentato lunedì 23 marzo 2015, alle 17.30, nello Spazio Europa di via IV novembre 149, a Roma, presenti, insieme all’autore, il presidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) Ferdinando Nelli Feroci, il direttore della rappresentanza in Italia della Commissione europea Lucio Battistotti e i professori Gian Luigi Tosato, Paolo De Caterini e Francesco Gui.

Gabriele Rosana è stagista per la comunicazione dello IAI

Vincenzo Guizzi, Manuale di diritto e politica dell’Unione europea, Editoriale Scientifica, Napoli, 2015, pp. 1022, 68 €.