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Ue, libertà d’espressione: un libro spiega come funziona

L’Europa è un buon posto in cui esercitare la libertà di espressione. Nella classifica 2014 di Reporter Senza Frontiere, le prime posizioni della classifica sono occupate proprio da Stati dell’Unione: Finlandia, Olanda, Lussemburgo.

È anche vero però, che nella maggior parte dei Paesi Ue calunnia e diffamazione possono essere punite con la reclusione, e che l’Italia e la Spagna prevedono sanzioni per il reato di ingiuria. Nel Regno Unito ha poi fatto scalpore la recente intrusione nella sede del quotidiano The Guardian di alcuni agenti governativi, arrivati per distruggere gli hard disk con informazioni sullo spionaggio del Gchq, l’agenzia del governo britannico che controlla le comunicazioni.

I casi che contraddicono quello che l’Unione europea riconosce come “un diritto fondamentale” sono molteplici. Per inquadrare un tema così complesso come la libertà di opinione e di pensiero, tra leggi che la tutelano e realtà che la ostacolano, il vignettista Bruno Aloi e l’economista e storico Thierry Vissol hanno scritto un e-book di 146 pagine, La libertà di espressione in Europa, pubblicato dalla Rappresentanza Ue in Italia.

Se è vero che la Carta europea dei diritti fondamentali sancisce, all’articolo 11, la libertà di espressione e d’informazione “senza ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”, è vero altresì che il concetto si presta – nel contesto comunitario come in quello dei singoli Stati – a molteplici declinazioni e sfumature.

Per questo, “scrivere sul tema è un’autentica sfida”, ammette lo stesso Vissol. Nel passare in rassegna le legislazioni nell’Unione europea, le sentenze della Corte europea dei diritti umani e quelle della Corte di Giustizia europea, il testo propone allora una riflessione sui limiti che dovrebbero, o meno, definire la libertà d’espressione nella società attuale.

Oltre alla Carta dei diritti fondamentali, in Europa la libertà d’espressione è tutelata dal Trattato sull’Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il problema è che l’interpretazione di questa libertà è decisa, in modo non sempre univoco, dalla giurisprudenza. E la Corte di Giustizia Ue, si legge nel libro, “non ha sempre espresso un approccio coerente con la posizione della Corte europea dei diritti dell’uomo”.

Per sviscerare la questione, Aloi e Vissol uniscono al loro punto di vista quello di giuristi, storici, scrittori e giornalisti. Ma anche quello di decine di vignettisti, che corredano con le loro illustrazioni le pagine dell’e-book. Le caricature si adattano particolarmente all’excursus che il libro dedica alla satira, “patrimonio della democrazia europea”, dall’Antica Grecia ai nostri giorni: un bel viaggio tra i disegni che hanno animato le diverse epoche.

Non manca il riferimento a Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese che, per avere preso di mira la religione islamica, ha avuto cinque dei suoi vignettisti uccisi in un attentato terroristico.“Charlie – riflette nel testo il giornalista Gian Paolo Accardo – aveva in qualche modo stabilito di fatto fin dove la libertà di espressione può spingersi”.