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Ue, Gruppo dei Dieci: da stabilità a flessibilità, via lavoro

Nel percorso dal culto della stabilità alla pratica della flessibilità, l’Unione europea dovrà orientare sul lavoro le sue prossime scelte, a cominciare dal rilancio del dialogo sociale tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale europeo. Lo sostengono gli esperti di politica europea e internazionale del Gruppo dei Dieci attivo nell’ambito dell’Istituto Sturzo.

Considerato dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker “prerequisito per il funzionamento dell’economia sociale di mercato”, il rilancio del dialogo sociale servirà – sostiene il Gruppo dei Dieci – a costruire ulteriori progressi verso l’integrazione europea “su ciò che è stato realizzato negli ultimi decenni”.

Nell’ultimo dei loro periodici quaderni, i ‘dieci saggi’, che hanno come fine una “Unione europea più dinamica e forte”, ripercorrono le vicende del Patto di Stabilità e Crescita: dai primi tentativi di rendere flessibile l’accordo, firmato nel 1997, alla recente strategia Juncker della cosiddetta “flessicurezza”.

Nel loro testo, i Dieci analizzano le decisioni prese dall’Unione rispetto a quel patto. A cominciare dal 2003, quando l’allora meno austera Germania pretese dalla Commissione, insieme alla Francia, condizioni meno stringenti.

Fu poi proprio la Germania, ricordano gli esperti, a chiedere nel 2011 di inasprire le condizioni del Patto: la crisi economica e finanziaria era nella sua fase più acuta e i paesi in difficoltà furono sollecitati a fare riforme strutturali.

Bisognerà però aspettare il 2015 perché l’Unione, “constatato l’effetto negativo della ricerca ossessiva della stabilità”, apra uno spiraglio alla flessibilità. E siamo ai giorni nostri, quelli dell’attenuazione dei vincoli di bilancio e dell’iniezione di liquidità da parte dalla Banca centrale europea.

E c’è pure la “flessicurezza”, il concetto introdotto da Commissione, Consiglio dei Ministri dell’Ue e Parlamento europeo per fissare le basi di un ammodernamento del lavoro in ambito comunitario: da un lato, la flessibilità chiesta ai lavoratori; dall’altro, la sicurezza, che va loro garantita, di poter avanzare nella carriera.

Nato per contribuire allo sviluppo di un’Unione europea più dinamica e forte, il Gruppo dei Dieci riunisce personalità come l’ingegner Flavio Mondello, per decenni rappresentante della Confindustria presso le Istituzioni comunitarie, Filippo Maria Pandolfi, ex ministro e commissario europeo, ambasciatori dell’esperienza di Piero Calamia e Luigi Vittorio Ferraris, ex alti funzionario europei come Gerardo Mombelli ed Enrico Vinci.

Collana Gruppo dei Dieci. Per una Unione europea più dinamica e forte, Aracne editrice.