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ROBERTO IANNUZZI- “Geopolitica del Collasso”

Cosa hanno in comune Occupy Wall Street e le manifestazioni di piazza Tahrir? O l’ambulante che si diede fuoco in Tunisia e l’aumento del malcontento popolare in Europa? Sfioriamo nozioni di fantapolitica o possiamo davvero ammettere che esista un filo conduttore che lega gli sconvolgimenti in Medio Oriente alla crisi economica scoppiata nel 2008?

Questo è il genere di interrogativi a cui Roberto Iannuzzi si impegna a dare risposta nel suo libro “Geopolitica del Collasso”. Secondo la sua interpretazione, il 2008 difatti non rappresenta solo la fine del sogno economico americano di impronta neoliberalista, ma l’inizio di una vera e propria crisi globale i cui effetti collaterali si sono rivelati disastrosi soprattutto in Medio Oriente.

Fin dal principio, Iannuzzi sottolinea che un ostacolo all’analisi della situazione in questa regione è dato dall’abituale disinteresse di marca eurocentrica nei confronti della realtà mediorientale. Reputando erroneamente il Medio Oriente come un blocco “monolitico”, i cittadini dell’Occidente globale si scoprono incapaci di discernere, e fondamentalmente apatici, di fronte alle immagini di violenza della guerra civile in Siria, o alla repressione poliziesca contro i manifestanti delle piazze tunisine, egiziane od algerine.

Questa indifferenza si aggiunge all’abissale ignoranza riguardo alla passata ed attuale presenza – ed ingerenza – dell’“Occidente” nella regione mediorientale. Dall’era dell’espansione coloniale europea a quella dell’egemonia neoliberista americana, passando attraverso la tappa del socialismo forzato, quella del Medio Oriente è una storia intrisa di ingiustizia e difficoltà. Inoltre molti dimenticano che questa regione è stata teatro di scontro, e campo di battaglia, durante i due conflitti mondiali e poi nel corso della guerra fredda.

Dopo aver inquadrato la situazione trascorsa e presente dell’area, l’autore passa poi ad evidenziare come le rivolte della cosiddetta “Primavera Araba” abbiano lasciato un segno indelebile nella storia mondiale.

Iannuzzi fa anche bene a sottolineare l’importanza di tali rivolte indipendentemente dalle diverse chiavi di lettura che ne sono state date. Infatti, alcuni in Europa ed altrove le hanno percepite come la materializzazione dell’agognato desiderio di democrazia in Medio Oriente; altri, invece, non solo in Occidente, ma anche in Israele e nelle “petromonarchie” del Golfo, le hanno considerate un “Inverno Islamico”.

Con abilità e precisione, Roberto Iannuzzi offre una chiara panoramica degli eventi più significativi nella storia del Medio Oriente, per poi spiegarne le correlazioni con il mondo occidentale. Pagina dopo pagina, il libro risulta brillante ed utile a spiegare come, nella realtà di forte interdipendenza economica, politica e tecnologica di oggi, tutto sia collegato.

Roberto Iannuzzi, Geopolitica del collasso. Iran, Siria e Medio Oriente nel contesto della crisi globale, Castelvecchi, Roma, 2014, Pagine 380.

Chiara Di Maio è stagista per la comunicazione dello IAI.