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RENATO FEDERICI: Guerra o diritto ?

Guerra e diritto sono due universi contrapposti. Quando un conflitto diventa armato e sfugge alle regole del diritto si ha la guerra o la rivoluzione.

Questo è il filo conduttore che Renato Federici, professore di diritto minerario presso l’Università La Sapienza di Roma, segue nella stesura del suo volume. L’autore ricostruisce il concetto di guerra partendo dal pensiero dei filosofi più antichi e risalendo a quello degli studiosi del diritto contemporanei.

Federici va oltre il celebre assunto di Carl von Clausewitz, secondo cui “ la guerra è la continuazione della politica di Stato con altri mezzi” e si propone di dimostrare che tanto il diritto quanto la guerra sono strumenti per dare attuazione alle scelte di supremazia politica, sociale ed economica.

Il diritto, al contrario della guerra, è visto come il presupposto per la sopravvivenza di ogni forma di società umana, essendo la sua funzione fondamentale quella di prevenire e risolvere i conflitti. Quando le modalità giuridiche per la risoluzione delle controversie falliscono, subentra la guerra che agli occhi di Federici non è mai giusta: può essere inevitabile, scusabile, ma mai giusta.

Su questa semplice base teorica, il ragionamento si allarga al concetto di diritto bellico. Secondo l’autore, la definizione di diritto dei conflitti armati è frutto di un abbaglio che ha fatto scambiare casi regolati dal diritto umanitario (trattamento dei feriti, dei prigionieri etc.) per fattispecie disciplinate dal diritto bellico.

Nemmeno il trattato di pace o la dichiarazione di ostilità possono essere considerati atti giuridici figli della guerra, l’uno essendo l’atto che sancisce l’ evidente vittoria del diritto su di essa, l’altro la manifestazione della volontà di abbandonare le procedure del diritto.

Per Federici, il diritto bellico ha perso l’ultimo possibile fondamento da quando, con la nascita delle Nazioni Unite, è stata messa al bando la guerra di aggressione: in questo modo, dichiarazione di guerra e ultimatum non sono più le modalità prefissate per l’inizio leale delle ostilità, ma al contrario fanno automaticamente passare da aggressore chi di esse si serve.

In linea con quanto sostenuto, il libro è dedicato ai padri fondatori delle Comunità europee, che costituiscono, a giudizio dell’autore, il più grande esempio di come la razionalità e i mezzi giuridici possano prevenire e avere la meglio sui conflitti armati.

Vuole inoltre essere lo spunto per un colloquio tra giuristi, economisti, filosofi, sociologi e politici per riprendere a riflettere razionalmente su come sia possibile risolvere le grandi e piccole dispute senza ricorrere alle guerre.

Renato Federici, Guerra o diritto? Il diritto umanitario e i conflitti armati tra ordinamenti giuridici, Napoli, Editoriale Scientifica, 2010, pp. 307, euro 23.