IAI

‘Non solo Putin. La nuova Guerra Fredda’ di Ennio Caretto

Questo libro di Ennio Caretto si propone di descrivere cause e conseguenze della così detta seconda Guerra Fredda, ovvero la nuova situazione di grande attrito tra Washington e Mosca. L’autore sin dal titolo rivela la sua tesi: i comportamenti in politica estera del presidente russo Vladimir Putin non sono la sola causa del raffreddamento dei rapporti tra Cremlino e Casa Bianca; anzi, spesso essi costituiscono le naturali conseguenze delle scelte compiute dagli Stati Uniti.

Come accadde per la Guerra Fredda, le questioni più importanti della partita vengono giocate in Europa. Gli Usa, dalla Presidenza Clinton, con manovre economiche e diplomatiche, hanno cercato di impedire alla Russia l’accesso all’Europa. A rendere esplicita questa scelta americana è stato sicuramente l’allargamento della Nato a Paesi dell’Est Europa e dell’ex Urss, che ha circoscritto e indebolito il ruolo di Mosca nel Vecchio Continente.

Ennio Caretto, che è stato a lungo attento ed incisivo corrispondente del Corriere della Sera sia da Washington che da Mosca, identifica nella reazione americana alla fine della Guerra Fredda una delle cause principali del nuovo conflitto politico. I presidenti statunitensi, a cominciare dal già citato Clinton, hanno trattato la Russia come un Paese “sconfitto”, declassandolo sullo scacchiere delle relazioni internazionali. Agendo, cioè, come “superpotenza unica”, gli Usa hanno operato senza badare agli interessi di altri grandi attori internazionali, Russia e Cina in testa.

Particolarmente interessante è la considerazione, più volte ripetuta nel libro, che, paradossalmente, la migliore strategia politica americana nei confronti di Mosca sia stata quella attuata da Reagan. In effetti, nella vulgata, Reagan appare come il presidente profondamente anti-comunista che ha portato con la sua fermezza il blocco occidentale alla vittoria nella Guerra Fredda. In realtà, rileva Caretto, il “presidente Cowboy” è stato più pragmatico sulla questione sovietica, non mancando di distinguere la lotta al comunismo (attuata non senza ferocia in America Latina) ai rapporti con le Repubbliche socialiste sovietiche. I suoi successori, che non hanno mostrato analogo paragrammatismo, hanno contribuito al peggioramento dei rapporti tra i due capi della ‘Linea Rossa’.

La stessa Unione europea, a giudizio dell’autore, non è esente da colpe. Se americani e russi non sono riusciti ad accordarsi per una convivenza e collaborazione in Europa, l’Ue non ha saputo cogliere l’occasione per fare da ponte fra di loro, perdendo l’occasione per elevarsi in maniera decisiva in campo internazionale.

Il libro ripercorre i momenti chiave dell’evoluzione dei rapporti tra l’Occidente e la Russia, come la caduta del Muro di Berlino e la fine dell’Urss, la riunificazione tedesca, le conseguenze in Italia della nuova situazione internazionale, oltre alla questione ucraina che è di strettissima attualità. La narrazione alterna la descrizione dei fatti ai commenti di politologi ed esperti, il racconto di episodi ed aneddoti di sui Caretto è stato testimone diretto durante la lunga carriera da corrispondente a commenti precisi e chiari. Il tutto all’insegna di una grande onestà intellettuale che caratterizza l’intera opera e che la rende particolarmente godibile e valida.

Non solo Putin. Da Gorbaciov a Putin, da Reagan a Trump. I retroscena dei complicati rapporti America-Russia dall’80 ad oggi: la nuova guerra fredda, Di Ennio Caretto, Biblioteca dei Leoni, pagine 216, euro 16.