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“Nella testa del Dragone” di Giada Messetti

Cina, ricorda Giada Messetti – autrice televisiva – nel suo libro da poco uscito per Mondadori Nella testa del Dragone”, significa letteralmente “Paese del centro”. Che ruolo abbia il Celeste Impero nel mondo di oggi e quali strategie abbia adottato negli ultimi decenni per conquistare la sua centralità a livello globale è l’obiettivo di questo volume che si presenta come un buon compromesso fra un reportage e un saggio storico, presentandoci i tanti volti di un Paese distante e insieme vicinissimo. “Ho sempre cercato di mantenere una distanza critica nei confronti di questo paese – ha scritto l’autrice – ma ho anche imparato che quando si ha a che fare con la Cina c’è solo una cosa certissima: niente è mai semplice e semplificabile come sembra. Niente”.

Messetti mostra di muoversi con disinvoltura attraverso sette capitoli tematici che indagano il profilo del Paese in maniera agile, andando dal racconto del Sogno cinese portato avanti da Xi Jinping, di cui si ripercorrono le tappe dell’ascesa al potere e della politica, alla narrazione della Nuova Via della Seta, soffermandosi in particolare sul rapporto fra Cina e Africa, Cina e Unione europea e poi anche Cina e Italia; fino ad arrivare ad una ricognizione approfondita delle sfide tecnologiche presenti e future e della competizione aperta con gli Stati Uniti, giocata fra intelligenza artificiale, 5G, tecnologia blockchain, predominio di Internet attraverso i cavi sottomarini, microprocessori, industria aereospaziale e ingegneria genetica.

Tema dell’ultimo capitolo, attualissimo: un quadro d’insieme sullo scoppio della pandemia di coronavirus. Per capire la Cina di oggi, l’autrice invita a prendere in considerazione i concetti-chiave della politica di Xi Jinping, che sono “Sogno cinese“, che è collettivo e non individualistico, e “rinascita”. E chiama in causa lo psicologo americano Richard Eugene Nisbett che si è espresso sulla principale differenza fra pensiero occidentale e pensiero orientale: “Il nostro modo di ragionare è individualista, analitico, lineare – ricorda Messetti – è attento alla classificazione, mentre quello cinese è “circolare” e olistico, più legato al contesto e più attento alla concatenazione”.

“L’idea di isolare analiticamente una frazione di realtà, anche nella vita di tutti i giorni, per un orientale non è solo assurda, ma è anche piuttosto complicata. È infatti abituato a pensare a qualsiasi individuo e a sé stesso sempre in relazione con il contesto”. Se questo è vero, nella prima parte del libro – probabilmente la più interessante dell’intero volume – viene descritta in maniera attenta la strada che ha portato Xi ad abbracciare una precisa visione geopolitica, ma anche la sua opera di forte centralizzazione che lo ha portato a imporsi come “uomo solo al comando” (promuovendo di sé l’immagine di presidente vicino al popolo) insieme alla promozione di un forte nazionalismo. E oggi, oltre alle sfide internazionali che la vedono protagonista, la Cina ha davanti a sé anche ardue sfide sul fronte interno. A cominciare dal rallentamento dell’economia, con una crescita nel 2019 che è stata 6,1%, il dato risultato più basso degli ultimi ventinove anni.

A cura di Elena Paparelli