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Migrazioni. Passato, presente e futuro, di Emiliano Longhi

Migrazioni. Passato, presente e futuro, di Emiliano Longhi, Casa editrice Rocco Carabba, 2018, pag 86, euro 12.50

Emigrare non è partire per le vacanze. Emigrare è come morire e, poi, rinascere. Questo l’incipit del saggio di Emiliano Longhi, che si autodefinisce poeta oltre che scrittore e che vede il flusso dei migranti “inarrestabile”: “un fiume in piena” che risale anziché scendere e dalla valle va alla fonte, dal sud va al nord, dall’Africa subsahariana va all’Europa.

Migrazioni - LonghiE come sempre, c’è chi ne fa le spese e chi ne trae guadagno: mafie, trafficanti, scafisti, manovratori, caporali. Nell’analisi di Longhi, la massa degli emigrati arrivati – e che continuano ad approdare – ha provocato una guerra civile interna all’Italia ed esterna all’Italia, a livello europeo, tra quelli che l’autore definisce buonisti e compassionevoli da una parte e realisti e pragmatici dall’altra.

Il problema – scrive il Longhi, che ha una lunga esperienza di funzionario internazionale – non è il colore della pelle, ma la presenza dell’altro, del diverso; che sia l’africano, lo straniero o colui che non è delle nostre parti.

Per evitare, fra l’altro, una perdita di identità, secondo l’autore, bisogna cambiare obiettivo: aiutare, in primo luogo, i Paesi di provenienza a offrire un futuro ai propri giovani.

Longhi propone dunque un nuovo Piano Marshall: è ora che l’Europa metta in atto un vero e proprio piano strutturale di aiuti economici, verificandone la destinazione e l’utilizzo. L’Europa, infatti, dovrà svolgere lo stesso ruolo che gli Stati Uniti ebbero nel 1948 nei confronti del Vecchio Continente uscito devastato dalla Seconda Guerra Mondiale, esercitando anche una funzione di controllo per evitare che i soldi provenienti dai poveri dei Paesi ricchi finiscano nelle tasche dei ricchi dei Paesi poveri.

di Virginia Volpi