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‘Messico in bilico: Paese dei paradossi’, di Fausta Speranza

‘Messico in bilico: viaggio da vertigine nel Paese dei paradossi’, Fausta Speranza, Infinito edizioni, pp. 251, euro 15.

Messico in bilico‘ è un viaggio tra le bellezze e i pericoli che si possono incontrare in quello che è il “Paese dei paradossi”, citando il sottotitolo del libro. Scritto da Fausta Speranza, giornalista de ‘L’Osservatore Romano’, il volume riceve il contributo di Lucio Caracciolo e Paolo Magri autori, rispettivamente, della prefazione e dell’introduzione al volume edito da Infinito edizioni.

Le prime pagine si concentrano sulla narrazione del tormentato passato politico e sociale messicano: dai conquistadores alla guerra civile, dal governo socialista di Lazaro Cardenas ai conflitti interni legati al commercio di droga. Questo approccio di carattere storico permette al lettore di comprendere le complessità che caratterizzano i trenta Stati della Repubblica federale del Messico e così l’autrice può andare ad approfondire le differenze culturali e spesso anche linguistiche che intercorrono tra le popolazioni presenti sul territorio.

Uno dei più importanti argomenti trattati, perché di grande attualità, è la violenza che in questi anni sta dilagando in Messico, specialmente nei territori controllati dai narcotrafficanti, responsabili di una guerra interna nella quale vengono coinvolti sia civili innocenti che poliziotti corrotti, causando innumerevoli morti violente e sparizioni ogni anno.

L’alto tasso di omicidi e, in generale, la grande ondata di violenza che investe il Paese sono la principale sfida che l’attuale governo populista di sinistra presieduto da Andrés Manuel Lopez Obrador deve affrontare, oltre a quella legata al muro che Donald Trump vuole costruire lungo la frontiera meridionale statunitense per contrastare il flusso di migranti provenienti dall’America latina.

Fausta Speranza, tuttavia, dimostra che il Messico, nonostante le note negative sin qui citate, è un Paese dalle grandi possibilità di riscatto.
Terra di numerosi patrimoni dell’umanità visitati da decine di milioni di turisti ogni anno, di personaggi che hanno lasciato una traccia indelebile su scala mondiale (un capitolo, ad esempio, è dedicato alla vita e all’opera di Frida Kahlo), di una religiosità “senza dubbio elemento di coesione nazionale, forse anche di identità”, ma anche di pratiche magiche e tradizioni secolari che resistono alla modernità, e che offre un’architettura figlia delle tradizioni “latina, ispanica, cattolica e meticcia” specchio della complessità.

Il “Messico in bilico” di Fausta Speranza è una corsa a ostacoli in un Paese che conserva contaminazioni della storia e dei personaggi che l’hanno attraversato, vissuto e invaso talvolta rispettando le tradizioni già presenti, talvolta devastandole. Oggi, a causa delle complicate contraddizioni che lo caratterizzano, il Messico resta “la faccia triste dell’America”, come nota Lucio Caracciolo nella prefazione, citando una canzone di Paolo Conte. Una faccia triste che, probabilmente, avrà bisogno ancora di molto tempo prima di rasserenarsi.

di Giovanni Esperti