IAI

Mediterraneo e Balcani vicini e diversi

Nel travagliato contesto del Mediterraneo di oggi, sponda meridionale e sponda orientale dialogano alla ricerca di una collocazione precisa e di occasioni di sviluppo.

Il Mediterraneo da mare chiuso assurge ancora una volta a mare che mette in contatto realtà profondamente diverse tra loro come quella dei paesi che si affacciano sulla sponda Sud e Est – il Maghreb, il Mashreq, Israele e la Turchia – con quelli della regione balcanica. Si tratta di un mosaico di paesi, culture e di esperienze politiche che coesistono nel medesimo spazio geografico.

A questa complessità e interdipendenza è dedicato un agile libro curato da Gianluca Sadun Bordoni, docente dell’Università di Teramo, che riunisce gli interventi presentati a una conferenza svoltasi presso la stessa università abruzzese nel dicembre 2009 da parte di personalità politiche italiane e di alcuni esperti internazionali dell’area.

Sebbene sia passato più di un anno dalla conferenza che ha lanciato questo progetto editoriale e nonostante i profondi cambiamenti che hanno interessato la regione – in particolare alcuni paesi della sponda Sud del Mediterraneo, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 e tuttora in corso – i contributi qui presentati sono ancora estremamente attuali e forse, addirittura, ancora più interessanti proprio alla luce dei recenti eventi che hanno evidenziato la necessità per l’Unione europea e gli stati membri di rivedere le proprie politiche verso il Mediterraneo.

Ci riferiamo all’idea che emerge da numerosi passi del libro in questione di sviluppare, accanto a un approccio regionale unitario, politiche maggiormente differenziate e flessibili dal punto di vista geografico e tematico.

Infatti, accanto alla disamina dei passaggi fondamentali che hanno accompagnato lo sviluppo delle relazioni euro-mediterranee dal Partenariato euro-mediterraneo inaugurato nel 1995 all’ormai defunta o quanto meno moribonda Unione per il Mediterraneo lanciata nel luglio 2008, il libro si sofferma su alcune questioni tematiche specifiche, come la cooperazione universitaria e la Mediterranean Business Development Initiative, e adotta un focus geografico sulla regione adriatico-ionica.

Dal punto di vista tematico, sia la rete delle università del Mediterraneo che la Mediterranean Business Development Initiative puntano a sostenere la coesione sociale e a promuovere l’integrazione economica regionale, la prima attraverso l’internazionalizzazione istituzionale dei contesti d’istruzione superiore nel Mediterraneo e la promozione dell’eccellenza accademica e della mobilità, mentre la seconda è volta a sostenere le piccole e medie imprese della regione attraverso una serie di strumenti finanziari e l’assistenza tecnica.

Questi due progetti sono entrambi parte integrante della cooperazione settoriale messa in campo e promossa dall’Unione per il Mediterraneo e alla luce dei recenti sviluppi nella regione e della fragilità o addirittura la crisi di questo framework di cooperazione è lecito chiedersi se essi riusciranno a sopravvivere e a promuovere un qualche progresso nei rispettivi settori al di là delle dichiarazioni di principio.

Per quanto concerne la dimensione geografica sub-regionale, l’obiettivo del libro è quello di mettere in luce le potenzialità dell’Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI), una delle organizzazioni che operano nel Mediterraneo e che a detta del curatore riescono a cogliere e a gestire in maniera più proficua la disomogeneità di questa regione complessa.

La IAI, lanciata nel 2000, coinvolge otto paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Slovenia e Serbia). La regione adriatico-ionica si configura come una macro-regione omogenea in cui vivono circa 100 milioni di persone e per la quale ha senso puntare sull’elaborazione di una strategia europea sub-regionale simile a quella del Mar Baltico. Allo stesso tempo, la cooperazione sub-regionale nella regione adriatico-ionica all’interno del più ampio quadro mediterraneo non è in contrasto con il processo d’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione Europea, visto che la Croazia è prossima all’ingresso.
I Balcani e il Mediterraneo, Rubettino Editore, 2010.