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‘Le due sponde del Mar Rosso’, Federico Donelli

Le due sponde del Mar Rosso, Federico Donelli, Mondadori Università, Milano, pp.261, euro 19.

Le Primavera arabe del 2011 hanno riconfigurato gli equilibri in Medio Oriente, dove le potenze che hanno vissuto da vicino le rivolte hanno applicato uno ‘slittamento’ dei loro interessi strategici verso ovest, facendo del Corno d’Africa il nuovo ‘sub-complesso orientale’. Le forze concentrate in questa zona si sono poi divise in tre assi: quello arabo, quello iraniano e quello turco-qatariota.

Le rivolte del 2011 hanno spinto i Paesi dei tre assi mediorientali a interessarsi del Corno d’Africa per vari motivi: da una parte, le monarchie del Golfo agiscono nella regione per attuare una strategia di prevenzione di nuove eventuali ondate rivoluzionarie, mentre altri attori come l’Iran non vogliono rinunciare all’influenza culturale che, negli anni, sono riusciti a creare nella regione attraverso la presenza navale nel Mar Rosso.

Il quadro diventa ancora più complesso una volta descritta la strategia di allineamento a ciascuno dei tre assi da parte dei Paesi del Corno d’Africa, ormai influenzati in maniera determinante dai primi sul piano delle decisioni politiche. Un allineamento che cambia di volta in volta in base a convenienze e decisioni strategiche.

Mar Rosso - DonelliuLe due sponde del Mar Rosso, pubblicato da Mondadori e scritto da Federico Donelli, assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Genova e visiting fellow all’università Sehir di Istanbul, dove insegna Comparative foreign policy, racconta le tattiche e gli intrecci diplomatici messi in campo dalle Nazioni protagoniste del processo di spartizione della regione e impegnate nella costruzione del ‘’Grande Medio Oriente’’.

Come scrive l’autore, scopo del libro è ‘’mettere in luce alcuni passaggi chiave che hanno favorito il crescente coinvolgimento delle potenze mediorientali nel Corno’’ dai fatti del 2011 fino al 2018, momento chiave della narrazione, perché anno della cessazione delle rivalità tra Eritrea ed Etiopia, frutto di un lungo processo diplomatico a cui hanno lavorato gli Stati dei tre assi.

Gli attori del Medio Oriente, comunque, non sono gli unici coinvolti in questa complicata vicenda. A conferma della ‘’centralità del Mar Rosso’’ è infatti la presenza sul territorio delle grandi potenze mondiali.  In ballo ci sono le risorse naturali della regione, la sua collocazione geografica e l’influenza politica derivante dalla presenza sul territorio: Cina e Stati Uniti non stanno di certo a guardare.

La prima è il più importante investitore extra-regionale nel Corno e in tutta l’Africa, mentre gli Stati Uniti difficilmente ‘’delegheranno la reazione ad attori regionali’’ nel caso di eventuali conflitti tra gli Assi e i loro alleati di turno in un luogo ormai ‘’laboratorio dei futuri equilibri’’ globali sempre più difficili da prevedere.

Giovanni Esperti