IAI

L’Ue il suo vicinato, Mediterraneo e Siria, la Cuba di Raùl

Gruppo dei 10, Risposta Ue ad un Vicinato in Movimento, Documento n. 31, Istituto Luigi Sturzo, febbraio 2012, pp. 57.

L’esigenza di una nuova strategia delle relazioni dell’Unione Europea con i paesi limitrofi, a sud e ad est, attraverso il perfezionamento di una nuova Politica di Vicinato, che risponda alle evoluzioni in corso e alla persistente situazione di crisi, è al centro del documento n. 31 del Gruppo dei 10. Il gruppo è composto da esperti e studiosi di politica internazionale, per lungo tempo attori del processo di rafforzamento dell’integrazione europea, ed è animato dall’ingegner Flavio Mondello, che fu per decenni il rappresentante della Confindustria presso le Istituzioni comunitarie.
Dopo un breve excursus storico e strutturale sulla “Politica Europea di Vicinato” (Pev), il rapporto sottolinea come i recenti traumatici avvenimenti, che hanno scosso le regioni del Mediterraneo del sud, abbiano reso urgente e inevitabile l’innovazione della strategia nei confronti dei paesi limitrofi. Obiettivo principale: sostenere il processo di transizione in atto verso forme di governance democratica che comportino pluralismo, migliori possibilità di sviluppo economico e stabilità regionale.
Lo studio propone, inoltre, approfondite riflessioni sulle innovazioni da apportare a supporto delle iniziative di sostegno dell’Ue, con particolare riferimento alle nuove regole previste dal Trattato di Lisbona ed alla “condizionalità del rispetto di principi e valori dell’Unione universalmente riconosciuti”.

Rizzi Franco, Mediterraneo in rivolta, Castelvecchi RX, Roma, 2011, pp. 256, 15,00 euro.

Cosa è accaduto e cosa sta accadendo nel mondo arabo? Quali sono le cause dell’agitazione senza precedenti che a partire dalla Tunisia ha spinto l’Egitto, la Libia e altri paesi del sud del Mediterraneo a contrastare gli assetti di potere per lungo tempo sostenuti dalle potenze occidentali? Scritto proprio mentre quei popoli si stavano ribellando alla ricerca della loro libertà e della loro “dignità calpestata da sempre”, Mediterraneo in rivolta si presenta come una analisi a caldo di quello che è accaduto nei paesi del Nord Africa.
L’autore, Franco Rizzi, professore di Storia dell’Europa e del Mediterraneo presso l’Università di Roma Tre, fondatore dell’Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo), nonché direttore di Medarabanews, parte da un excursus storico volto a ricostruire la cronologia di eventi, scioperi e manifestazioni avvenuti in questi Stati per arrivare, poi, ad analizzare il ruolo e le responsabilità dell’Europa e, più in generale, dell’Occidente, nell’ambito di quello che è stato definito “l’effetto domino” delle rivolte in atto nel mondo arabo; non rivolte del pane, causate dall’indigenza, come hanno sostenuto in molti, ma vere e proprie rivolte d’indignazione contro un potere “che per lunghi decenni ha mentito, ha pensato alla propria riproduzione”.
Un’attenzione particolare è dedicata, inoltre, al ruolo che il Web e i Social Network hanno avuto nella espansione e nel radicamento delle proteste di piazza: strumenti come Facebook, Twitter e YouTube hanno aggirato facilmente la censura, lasciando trapelare importanti testimonianze altrimenti destinate ad essere ignorate dai media tradizionali, accelerando la diffusione e l’aggiornamento di notizie in tempo reale e trasformando la virtualità del passaparola in un concreto movimento sociale.

Appiano Antonella, Clandestina a Damasco. Cronache da un Paese sull’orlo della guerra civile, Castelvecchi RX, Roma, 2011, pp. 128, 12,50 euro.

Clandestina a Damasco è il racconto di una reporter italiana rimasta per tre mesi – dai primi di marzo alla fine di maggio 2011 – in Siria, un paese ancora oggi agitato dalle rivolte e dalle manifestazioni di piazza, dove è difficilissimo, se non impossibile, svolgere il mestiere di cronista, per via delle rigide norme imposte dalle autorità locali sul rilascio degli accrediti stampa, che rendono ancora più arduo per i giornalisti, soprattutto quelli stranieri, districarsi nell’intreccio delle versioni ufficiali delle autorità e di quelle di oppositori e ribelli.
Antonella Appiano, giornalista e presidente dell’Associazione culturale di ricerca e studi sul Medio Oriente e il Nord Africa, ha realizzato giorno dopo giorno, durante la sua permanenza nella capitale siriana, questo lungo reportage, sotto forma di diario personale, annotando pensieri, sensazioni, emozioni e paure vissute dai siriani in un fase di cambiamento che potrebbe incidere sulla realtà politica e sociale non solo del paese, ma di tutto il Medio Oriente.
Costretta a cambiare spesso identità, ad indossare notte e giorno il niqab e a girare con documenti falsi, aiutata da un gruppo di manifestanti anti-regime, la Appiano riporta le numerose storie e testimonianze raccolte, dando voce non solo al punto di vista dei ribelli e degli attivisti ma anche dei fedelissimi al regime di Bashar al-Assad, contrari alla rivoluzione, nel tentativo di descrivere dall’interno una realtà così lontana e vicina al tempo stesso.

Vecchioni Domenico, Raùl Castro, Greco & Greco Editori, Milano, 2011, pp. 154, 12,00 euro.

Una vita intera trascorsa all’ombra del fratello maggiore ed ora, a ottant’anni passati, un carico di responsabilità e scelte fondamentali per il suo paese. Restio alle luci dei riflettori, silenzioso, abituato a rimanere dietro le quinte delle grandi vicende politiche, il personaggio di Raùl Castro è da sempre stato avvolto da un alone di segreto e mistero, anche ora che, suo malgrado, si trova a dover prendere decisioni importanti per l’avvenire dello Stato cubano.
In questo saggio Domenico Vecchioni, diplomatico e storico, nonché ambasciatore d’Italia a Cuba dal 2005 al 2008, ricostruisce la vita dell’attuale presidente cubano, sin dagli anni in cui, insieme a Ernesto Che Guevara, era uno dei giovani artefici della rivoluzione cubana degli anni ’50, che culminò nella fuga del dittatore Fulgencio Batista nel 1959.
Filo conduttore delle vicende narrate è il rapporto tra i due fratelli, “diversi in tutto, ma assolutamente complementari”, uniti da un legame tanto morboso quanto inossidabile: da un lato il “Lìder Màximo”, Fidel, dal 2008 fuori dalla scena politica ufficiale per le precarie condizioni di salute e l’età, ma sempre in grado di fare sentire il peso e il prestigio della propria immagine internazionale; dall’altro “el hermano”, il fratello burocrate, il ‘cinese’, come spesso viene soprannominato dai cubani, Raùl, l’eterno secondo, che, probabilmente, come sottolinea Vecchioni, potrà liberarsi dall’ingombrante ombra del fratello maggiore solo predisponendo le basi per una ricostruzione democratica e sociale del suo paese, rinunciando al potere assoluto e permettendo al popolo cubano di decidere in piena libertà ed autonomia cosa fare del proprio destino.