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Luana Silighini, Sotto il cielo delle stelle di vetro

Dopo “Raghad, regina di Nertita”, la giornalista Luana Silighini torna a raccontare il dramma della guerra attraverso gli occhi di una bambina siriana. E lo fa costruendo un diario di viaggio, a metà tra il reportage giornalistico e la fiaba.

Il volume è costituito interamente dalle lettere che Kamar, protagonista di questa avventura, scrive all’amica d’infanzia Sira. Lettere che consentono di ricostruire nel dettaglio il cammino di Kamar e della sua famiglia alla ricerca di una vita migliore: quattrocento chilometri, da Aleppo fino alle porte di Damasco, per lasciarsi alle spalle la fame, gli stenti, le malattie e soprattutto la paura e le violenze del terrorismo islamico in continua avanzata.

Alla sua seconda prova letteraria, l’autrice mette insieme i racconti e i ricordi di quei bambini che sono scampati alla guerra e al dramma della migrazione forzata e che hanno infine raggiuntol’Italia, dove ha potuto incontrarli e raccoglierne le preziose testimonianze. Ed anche se la piccola protagonista di questo racconto non si ispira in modo particolare ad una figura realmente esistita, essa rappresenta e incarna, con la sua esperienza, tante altre storie e tante altre bambine che, come lei, hanno vissuto – e continuano a vivere – in prima persona l’orrore di questa guerra.

Ai toni duri, che non mancano quando si descrive il dramma di uno scenario bellico, con le sue violenze e le sue immancabili contraddizioni, si mescolano elementi di natura quasi fiabesca – tanto cari alla scrittura dell’autrice – e di continuo stupore dei piccoli protagonistidi fronte alla vita che scoprono giorno per giorno.

Sotto il cielo delle stelle di vetro , di Luana Silighini, Edizioni Streetlib, Milano 2017, 119 pagg, 17,99 euro.