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L’inseguimento senza fine tra Turchia e Ue

La storia dell’ammissione della Turchia all’Unione Europea, iniziata cinquant’anni fa, si protrae ricordando quella mitologica di Sisifo. Indipendentemente dai passi avanti fatti nel processo, alla fine il masso rotola inesorabilmente ai piedi della collina. Si tratta, infatti, del più lungo processo di ammissione nella storia delle istituzioni comunitarie e ancora non è possibile intravederne la fine. Il nodo cruciale nelle relazioni tra l’Unione Europea e la Turchia può essere definito con un termine: rallentamento. Questo libro racconta brillantemente la storia di questa “lunga permanenza nella stanza d’attesa”, caratterizzata dai superflui alti e bassi di questi cinquant’anni.

Passato e presente
Per far comprendere in modo completo al lettore la dinamica del processo, il curatore ha dovuto trovare un equilibrio tra la storia e le questioni contemporanee. Separare le differenti dimensioni permette di dare al soggetto del libro l’organizzazione necessaria. Le dimensioni sulle quali si concentrano i vari capitoli includono quella politica, quella economica, quella della sicurezza, quella delle elite, quella della pubblica opinione, quella identitaria e quella etica.

Cakir introduce la discussione sulla relazione ricordando che “alcune volte è stata la Turchia a ‘trascinare i suoi piedi’ o a richiedere estensioni, mentre altre volte è stata l’Unione, o alcuni dei suoi membri, a insistere sulla procrastinazione”. Tuttavia, gli ostacoli disseminati sul cammino delle relazioni tra Unione europea e Turchia potevano essere e possono ancora essere evitati. Ogni capitolo si focalizza su uno dei livelli nei quali le due parti possono superare le difficoltà. A giudizio di Cakir, entrambi, per costruire una solida relazione, devono ignorare coloro che vi si oppongono.

Nas sostiene che la Turchia debba essere consapevole e abbracciare i benefici economici già ottenuti dalla trasformazione generata dal processo di ammissione. Come spiegato da Bilgin, la minaccia in termini di sicurezza rappresentata dalla Turchia non è certo l’ideale in una situazione già pericolosa. Secondo Tocci, inoltre, il processo è frenato da elite disinteressate e poco disponibili a raggiungere un compromesso. Canan-Sokollu e Kentmen forniscono al lettore un’analisi statistica sull’opinione pubblica europea di fronte alla questione. Rumford e Turunc enfatizzano l’elemento di post-occidentalizzazione e i progressi nella trasformazione della Turchia. Diez, infine, analizza la controverse questioni di etica internazionale connesse alla relazione.

Post-occidentalizzazione
Il libro è accessibile per un vasto pubblico, a prescindere dal livello di conoscenza della politica turca che possono avere i diversi lettori. Anche per chi si avvicina per la prima volta allo studio della materia, quest’opera costituisce un’agile strumento per farsi un’idea sulla questione. In particolar modo il capitolo di Rumford e Turunc sulla post-occidentalizzazione della Turchia risulta particolarmente convincente. La scontro identitario interno alla Turchia è argomento che attira l’interesse del lettore e l’argomento dei due autori, secondo i quali “Est e Ovest non costituiscono più solidi punti di riferimento o indicatori identitari”, rappresenta un concetto interamente nuovo.

La tesi tradizionale della frattura interna al dinamismo turco ha influenzato la visione di molti autori e questo capitolo la mette seriamente alla prova. Il capitolo di Canan-Sokullu e Kentmen sull’opinione pubblica, invece, può risultare eccessivamente complesso per coloro che non hanno familiarità con la statistica, ma risulta comunque molto apprezzabile per chi conosce la materia. Nel complesso, questa collezione di prospettive di vari specialisti su un tema complesso e scottante della politica europea e globale contemporanea, merita di essere letta da studenti e accademici e vale certamente la pena di dedicarle il tempo necessario.

Fifty years of EU-Turkey relations: a Sisyphean story, Armagan Emre Çakir (ed.), London e New York, Routledge, 2011, xviii, 186 p. Routledge advances in Europe