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L’Europa ed il suo vicinato: tra paure ed opportunità

Fabrizio Tassinari, PhD in Political Science all’Università di Copenhagen, fornisce in questo volume “Why Europe Fears Its Neighbors“una visione articolata e non convenzionale della politica estera e di vicinato dell’Unione Europea, nonché riflessioni interessanti sulla sua stessa identità.

Gli stati e le regioni che circondano l’Europa, dai Balcani alla Turchia, dal Nord Africa alla Russia, rappresentano la vera sfida per il futuro dell’Ue. Tassinari spiega come la politica estera e di vicinato dell’Ue rifletta chiaramente una situazione interna caratterizzata dall’inefficienza istituzionale, dalla mancanza di una forte identità comunitaria e dalla paura della diversità. Le regioni periferiche vengono quindi percepite come minacce alla coesione e alla sicurezza europea, oltre ad essere accusate di portare all’interno dei confini di Bruxelles pericoli quali la criminalità, il terrorismo, le crisi energetiche e soprattutto un multiculturalismo troppo distante dai “valori” europei.

Questa visione del proprio vicinato ha portato l’Ue a sviluppare una politica estera del tutto incoerente, ed a tratti schizofrenica, il cui scopo è quello di congelare, piuttosto che risolvere, i problemi che sorgono lungo i suoi confini. Secondo l’autore, ciò è evidente in tutte le politiche di vicinato realizzate fino ad oggi dall’Ue: dai controversi accordi in materia di migrazione nel bacino del Mediterraneo, all’incapacità di risolvere il rebus etnico e politico nei Balcani, alla totale mancanza di una posizione comune sul futuro della Turchia in Europa. Tali questioni, sicuramente non secondarie, rischiano di rappresentare un banco di prova fondamentale per il futuro dell’Ue. Il rischio maggiore sarebbe quello della frammentazione dell’Unione, uno scenario non inverosimile qualora i maggiori stati europei non dovessero giungere ad un compromesso su queste specifiche questioni.

A tal proposito, Tassinari suggerisce che la soluzione migliore per evitare la frammentazione politica dell’Unione Europea, è quella di iniziare un processo di graduale integrazione con i suoi vicini, un’integrazione che seguirebbe forme diverse per adattarsi ai casi specifici. Ciò significherebbe ovviamente ripensare in maniera sostanziale tanto gli obiettivi quanto le politiche vere e proprie che Bruxelles ha sinora portato avanti nei confronti dei suoi vicini. Questo rappresenta il fulcro dell’analisi di Tassinari ed è ciò che conferisce al libro la sua originalità. L’analisi offre quindi un’opzione interessante, per quanto assai poco convenzionale o addirittura criticabile, a disposizione dell’Ue negli anni a venire.

Il problema centrale è appunto questo: quanto l’integrazione con il vicinato possa davvero rappresentare una strada percorribile sia in termini di efficacia che di volontà politica. Per il primo aspetto bisogna tener conto che gran parte degli stati che confinano con l’Europa non hanno ancora raggiunto una “maturità” politica, economica e, sotto certi aspetti, socio-culturale tale da renderli compatibili con il sistema europeo. Dall’altra parte poi bisognerebbe misurare la disponibilità di questi stati nel mettere in gioco la propria identità politica e culturale, che potrebbe venire alterata da un processo d’integrazione che prenderebbe le forme di un vero e proprio assorbimento.

Per quanto, dunque, la proposta di Tassinari non possa considerarsi convincente in ogni suo aspetto , essa ha il pregio di gettare luce su quelle idee alternative e spesso scomode che il dibattito strategico sul futuro dell’Ue, sulla sua politica estera e, infine, sulla sua identità, dovrebbero tenere in maggior conto.

Fabrizio Tassinari (2009) Why Europe Fears Its Neighbors, Praeger/Praeger Security International