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Lettere e Dialoghi diplomatici: l’Italia nell’Ue e nel Mondo

‘Lettere e Dialoghi Diplomatici’, autori vari, Circolo Studi Diplomatici, 2019.

Il ruolo dell’Italia nello scacchiere europeo e globale, a tutela dei suoi interessi, è il filo conduttore delle Lettere e dei Dialoghi pubblicati di recente dal Circolo Studi diplomatici.

Le Lettere Diplomatiche sono analisi di avvenimenti di politica internazionale di rilievo per l’Italia. I Dialoghi Diplomatici sono sintesi di dibattiti di approfondimento organizzati dal Circolo. Gli autori sono sempre membri del Circolo di Studi Diplomatici, che ha l’obiettivo di non disperdere e, anzi, di valorizzare le competenze degli ambasciatori italiani, una volta cessato il servizio attivo.

Lettere - Dialoghi - CsdLe pubblicazioni più recenti affrontano l’esito delle elezioni in Argentina, l’attuale crisi cilena e l’impatto sugli scambi commerciali tra Cile e Italia. Ma il tema dominante è il ruolo dell’Italia nell’Ue, specialmente nel campo della politica estera e di sicurezza comune, che, anche nella prospettiva della Brexit, investe questioni primarie, come la difesa, i rapporti con la Nato e gli Usa e le proposte di creare un esercito europeo. Viene pure discussa la tradizionale posizione internazionale dell’Ue, portatrice di soft power, e i temi della sicurezza.

Quest’ultima, in particolare, domina le riflessioni sulla gestione dei flussi migratori verso l’Europa: è comune giudizio degli autori che l’Italia stia affrontando in modo incerto la questione delle migrazioni internazionali. I ‘decreti sicurezza’ e il rifiuto del Global Compact dell’Onu, infatti, confliggono con il rispetto di basilari diritti umani, oltre che con il principio internazionale di non respingimento, e sollecitano un ripensamento delle politiche italiane e la definizione di un quadro comune europeo di accoglienza.

Laura Mirachian mette in discussione il ruolo di Italia e Ue per l’allargamento dell’Unione ai Balcani, regione instabile che rischia di cedere nelle già pressanti lusinghe cinesi e russe. In tal senso, appare apprezzabile l’Iniziativa centro-europea, voluta dall’Italia, ma si sottolinea la necessità di un approccio integrato sul piano europeo.

Infine, la stessa autrice e Stefano Silvestri, analizzano la situazione in Medio Oriente. Dalla crisi negli Stretti di Hormuz, passando per la questione curda in Siria, le rivolte in Libano e il ruolo di Iran, Arabia Saudita e Turchia, l’instabilità nella regione è crescente e manca una efficace strategia europea. Ciò, unito all’indebolimento della presenza degli Stati Uniti, rischia di agevolare l’avanzata russa e cinese, come dimostra, fra l’altro, la vendita di missili russi S-400 alla Turchia.

L’Italia può e deve avere un ruolo in Medio Oriente e nel Mediterraneo, ad esempio nella crisi libica, per scongiurare “importanti rischi economici (a cominciare dal settore energetico), politici e di sicurezza, rispetto ai quali non sembra ancora delinearsi una chiara consapevolezza, né tanto meno una decisa linea comune europea”.

Andrea Butruce