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L’architettura del mondo nuovo. Governance economica e sistema multipolare

“L’architettura del mondo nuovo.
Governance economica e sistema multipolare”

a cura di P. GUERRIERI e D. LOMBARDI
della collana Arel-il Mulino

Estratti dall’introduzione del volume, di Paolo Guerrieri e Domenico Lombardi.

Nel corso dell’ultimo decennio si è andato consolidando un assetto multipolare dell’economia mondiale attraverso la moltiplicazione dei centri di potere e degli attori in essa presenti. Alcuni paesi e aree emergenti sono assurti al ruolo di nuovi protagonisti dell’economia mondiale, soprattutto paesi come Cina, India e Brasile.

In questa prospettiva la drammatica crisi globale del 2008-2009 è anche il risultato di queste trasformazioni dell’economia mondiale e delle risposte inadeguate che sono state date alla domanda di governo globale di questo nuovo assetto.

Il che pone tutta una serie di domande sulla struttura di governance che si affermerà nel nuovo sistema multipolare. I nuovi grandi paesi, quali la Cina e l’India, utilizzeranno il loro potere, in senso cooperativo o conflittuale, nei confronti degli altri leader, in primo luogo Stati Uniti e Europa? Ancora, la nuova governance riuscirà ad assicurare stabilità all’economia globale e garantire un ulteriore consolidamento della crescita mondiale? In un tale contesto, una soluzione cooperativa complessiva è necessaria ed è allo stesso tempo estremamente difficile – come ci insegna il passato – e la competizione tra i poli vecchi e nuovi è destinata a intensificarsi. Il rischio maggiore da fronteggiare è che essa possa degenerare fino a assumere forme di aperta conflittualità, in qualcosa di simile ai difficili confronti tra paesi del diciannovesimo secolo. Ne potrebbe discendere un forte rallentamento se non un vero e propri ristagno della crescita globale a medio termine che finirebbe per riversarsi su tutte le maggiori aree, sviluppate e non, con conseguenze gravi e imprevedibili per la stabilità politica internazionale.

Proprio nella consapevolezza che la sfida maggiore da fronteggiare riguarda oggi come assicurare stabilità di governo alla nuova economia multipolare il presente volume, che raccoglie i risultati di una ricerca condotta dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) e dall’Agenzia Ricerche e Legislazione (AREL) con i contributi di autorevoli studiosi europei e americani ha come finalità principale quella di analizzare limiti e potenzialità dell’attuale sistema di governance del nuovo sistema multipolare, delineando scenari di riforma sia delle regole sia delle principali istituzioni multilaterali. Nei diversi capitoli viene analizzata innanzi tutto la fase in corso mettendone in luce alcune evoluzioni positive ma anche tendenze di fondo tutt’altro che rassicuranti.

Per un verso nel campo delle relazioni economiche internazionali si sottolinea, così, un fatto di particolare rilievo quale la decisione di promuovere sul campo il G20 a nuovo organo di gestione dell’economia mondiale. Dall’altro lato, molti capitoli sottolineano come l’evoluzione in corso dell’architettura di ‘governance’ si riveli tuttora instabile e il sistema di regole esistenti in molti casi appaia del tutto inadeguato a fronteggiare i nuovi grandi problemi dell’economia globale.

Gli esempi che vengono fatti sono svariati. Una nuova fase di crescita mondiale è oggi minacciata dal rischio del perdurare di ancora forti squilibri nei pagamenti internazionali e dalla possibile inversione di tendenza del processo di liberalizzazione commerciale fino a una ripresa del protezionismo. Di fronte alle incertezze e difficoltà che continuano a minacciare i mercati finanziari di tutti i maggiori paesi, si sta altresì rivelando difficile rinnovare le regole e misure di controllo a livello nazionale e, ancor più, internazionale. Grandi ostacoli, infine, si profilano nel rispondere alle sfide epocali in tema di energia e ambiente attraverso nuovi accordi internazionali che coinvolgano il più elevato numero possibile di paesi.

Sono sfide davvero difficili e impegnative, certamente, anche considerata l’eterogeneità degli attori-paesi in campo e il ritorno massiccio del nazionalismo nelle relazioni economiche internazionali. Per affrontarle si continua a evocare una nuova Bretton Woods per le regole globali, anche se servirà a ben poco come emerge dai contributi del volume. Anzi può essere un richiamo addirittura fuorviante, visto che quel sistema di governance internazionale si sviluppò e funzionò per molti anni perché incentrato sull’indiscussa leadership e egemonia degli Stati Uniti. Una struttura gerarchica internazionale che è tramontata da tempo, come si è già detto. Gli Stati Uniti resteranno un paese forte, certamente il più forte a livello militare, ma con una economia grandemente indebolita dalla crisi in corso e che impiegherà anni a reinventarsi un proprio sentiero di crescita rispetto agli eccessi del passato decennio.

Più che avanzare proposte di una improbabile ridefinizione radicale del quadro di governance globale serve oggi individuare meccanismi pragmatici di coordinamento tra i poli – anche visti nella loro dimensione di grandi aggregati regionali – così da colmare i “vuoti” di governabilità oggi esistenti. Questo rappresenterebbe già una sfida assai rilevante. È in questa prospettiva che si può cercare di costruire – come emerge dall’insieme dei contributi del volume – un sistema di governance globale che permetta di mantenere e consolidare i benefici dell’integrazione economica internazionale evitando i contraccolpi della crisi. Nella consapevolezza che solo rinnovate regole comuni e istituzioni multilaterali riformate, che siano in grado di coinvolgere i nuovi attori emergenti – Cina e India innanzi tutto – e riflettere i nuovi rapporti di forza internazionali, riusciranno ad assicurare futura stabilità al sistema multipolare, e garantire un ulteriore periodo di crescita mondiale.

Il volume sarà presentato giovedì 15 luglio 2010 in un incontro su:

Scenari del dopo crisi: nuove regole e istituzioni per la governance del sistema multipolare