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La fiducia come motore di cambiamento e crescita. Un’analisi sociologica del pensiero di Keynes

Il tema della fiducia come motore della cambiamento e della crescita è alla base dei due recenti libri scritti di Donatella Padua, “La fiducia nella crisi globale. L’attualità del pensiero sociale keynesiano” e “Trust, Social Relations and Engagement”. La professoressa Padua è docente aggregato di Sociologia e di Modelli e strumenti di analisi della società complessa dell’Università per Stranieri di Perugia. È inoltre direttore scientifico dell’Intelligent Positioning Research Center, un ente britannico.

Nel primo volume l’argomento viene analizzato interpretando con gli strumenti della sociologia il pensiero dell’economista John Maynard Keynes, il primo a comprendere a fondo la portata della fiducia in economia e a farne un elemento centrale della sua teoria.

L’era che stiamo vivendo è caratterizzata da un insieme di sistemi (sociali, economici, politici e tecnologici) il cui grado di complessità e interconnessione ne rende difficile l’interpretazione. In essi inoltre confluiscono risorse di varia natura: non solo denaro e informazioni, ma anche percezioni e pulsioni emotive, irrazionali.

Invece di imbrigliare questa complessità in sofisticati modelli econometrici, Keynes ha dato risalto all’essenza emotiva che governa gli impulsi dell’individuo. È da qui che si sviluppa il concetto di economia della fiducia, che rappresenta il processo di creazione di valore operato dalle dinamiche fiduciarie in sostituzione degli organi di garanzia e controllo (resi deboli dalla crisi del 2007).

Il problema è che la fiducia si nutre di incertezza, non è governabile né inquadrabile univocamente; nonostante questo, dall’analisi delle componenti dell’economia della fiducia emergono delle indicazioni concrete, delle linee guida operative per le istituzioni.

Nel secondo volume, in lingua inglese, l’analisi sociologica si sposta su un tema strettamente legato a quello della fiducia: la produzione del valore. La diffusione di internet ha determinato una rottura dei tradizionali equilibri di potere tra organizzazioni e stakeholder; la produzione di dati e informazioni non si svolge più in direzione verticale, ma orizzontalmente: oggi le persone scambiano e condividono conoscenze sulla rete.

Nasce e si sviluppa così il valore della fiducia, vero e proprio paradigma della società in rete, condizione indispensabile per generare valore. In un contesto sociale ed economico caratterizzato da insicurezza, la fiducia costituisce una solida garanzia; inoltre rafforza i legami, stimola l’impegno a collaborare, fa chiudere le vendite.

È dunque indispensabile che istituzioni e imprese facciano propria la cultura della fiducia (e i suoi valori fondanti: trasparenza, competenza, integrità, benevolenza, competizione) al fine di restare competitive sul mercato. Instaurare un dialogo, o creare modelli organizzativi relazionali, non basta: sono la cultura, gli schemi mentali, i processi decisionali che devono evolvere ed essere tradotti in nuove visioni, strategie, azioni.

Donatella Padua, Trust, Social Relations and Engagement. Understanding Customer Behaviour on the Web, Palgrave Macmillan, Pagine 231.

Donatella Padua, La fiducia nella crisi globale. L’attualità del pensiero sociale keynesiano, Carocci Editore, Pagine 123.