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From the Emerald Ireland to the Black Forest, di Enzo Farinella

From the Emerald Ireland to the Black Forest – Von der Grunen Insel zum Schwarzwald, di Enzo Farinella, GrafiSer, 2018, pag. 272, euro 20.

Dall’Irlanda all’Europa: sin dal VI secolo i monaci irlandesi hanno attraversato la Manica per evangelizzare il continente. Enzo Farinella ha affrontato più volte questo tema: in questo suo ultimo lavoro, restringe il campo a quei monaci che si stabilirono nel territorio dell’attuale Germania.

farinellaIrlanda e Germania hanno sviluppato nel corso dei secoli stretti rapporti commerciali, economici e culturali anche grazie al contributo di quei monaci: Monaco di Baviera prende il nome proprio dai suoi fondatori, benedettini ricordati ancora oggi nello stemma della città. Per Farinella, i monaci irlandesi hanno contribuito alla creazione di un’eredità cristiana comune in Europa, svolgendo il ruolo di europeisti ante litteram.

Il cristianesimo arrivò in Irlanda intorno al 37 d.C., per poi acquistare maggiore diffusione nel V secolo, grazie all’opera di San Patrizio, che fondò il primo di una lunga serie di monasteri. Da lì i monaci irlandesi partirono per la loro missione di evangelizzazione, tessendo una rete che rappresentava un faro di civiltà negli anni bui del Medioevo e gettando le fondamenta di una “casa comune europea”.

Tra di loro si distinse San Colombano, fondatore dell’omonima abbazia di Bobbio, in provincia di Piacenza, e uno dei riferimenti del pensiero europeista: un’unione culturale prima ancora che economica e politica. Per Robert Schuman, Colombano “è il santo patrono di coloro che provano a costruire un’Europa unita”.

La permanenza di san Colombano in territorio tedesco fu breve, ma sufficiente ad aprire la strada a una serie di altri monaci irlandesi: san Fridolino, fondatore dell’abbazia di Säckingen; san Chiliano decapitato nel tentativo di evangelizzare la Franconia, all’epoca ancora pagana; san Pirmino di Murbach, missionario in Alsazia e nella valle del Reno. Tutti ricordati da Farinella come portatori di una cultura comune che ha attraversato i secoli per costituire le fondamenta del progetto di integrazione europea.

Eleonora Febbe