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Imperi tra globalizzazione e geopolitica: un G3 alla conquista del mondo?

Un direttorio sembra destinato a governare il mondo nei prossimi decenni: Cina, Stati Uniti ed Unione europea, i tre imperi del XXI secolo, si spartiranno potere ed aree d’influenza nel pianeta. Archiviata la breve fase dell’unipolarismo americano, eccoci all’alba di una coesistenza competitiva, dove in ballo vi è la supremazia globale.

Troveremo quindi le tre potenze in coda al «mercato della geopolitica» sfidarsi attorno alla principale area di contesa dei prossimi anni: il «secondo mondo», ovvero quel vasto ed eterogeneo gruppo di paesi dove risiede la maggioranza della popolazione del pianeta; si tratta di circa cento stati dal futuro incerto, in bilico tra sviluppo e bancarotta, tra ambizioni di promozione nel ristretto club dei ricchi e timori di caduta tra le nazioni dimenticate. Ma, soprattutto, serbatoi di risorse vitali per i tre grandi ed «ago della bilancia» della sfida inter-imperiale.

Questo lo scenario, a tratti “dantesco”, tratteggiato da Parag Khanna, direttore del progetto di ricerca Global Governance Initiative presso la New America Foundation, nelle pagine del suo primo libro. The Second World è sbarcato recentemente anche in Italia col titolo I tre imperi. Nuovi equilibri globali nel XXI secolo e con prefazione di Vittorio Emanuele Parsi. Nonostante la sua giovane età, l’autore vanta già nel suo curriculum numerose consulenze di prestigio tra cui quella con Obama durante la recente campagna elettorale, con il World Economic Forum di Davos e con alcune importanti testate giornalistiche.

Il libro di Khanna si inserisce in un filone di saggi di successo sul mondo che verrà fornendo un’interpretazione originale della futura geopolitica del potere. Nel corso del testo, l’autore delinea progressivamente i contorni di un imminente confronto globale tra “pan-regioni”: Usa, Ue e Cina tendono, infatti, con stili e strategie differenti, ad esportare il proprio modello imperiale ed ampliare le rispettive zone di influenza, avendo nel loro stesso Dna la “necessità di espandersi al fine di sopravvivere” (secondo la teoria espressa un secolo fa dal geografo Friedrich Ratzel).

Tra Cina e Stati Uniti, l’autore scommette sulle prospettive future dell’Unione europea: “la Ue è di gran lunga l’impero più benvoluto e meglio riuscito della storia, poiché, anziché dominare, educa”. Un giudizio che, quantomeno, induce a riflettere sul divario di percezioni oggi esistente a proposito del futuro dell’Unione: il fascino che il modello Ue riscuote nel mondo stride col diffuso scetticismo di buona parte degli (analisti) europei. Come sottolinea Khanna, lo spazio ex-sovietico costituirà – Russia permettendo – la naturale area di espansione del gigante europeo che attrae a sé sempre nuovi territori, “trasformando vicini indisciplinati in membri produttivi” attraverso un sapiente mix di regole ed incentivi.

L’Unione europea si dovrà, tuttavia, confrontare con la straordinaria ascesa della Cina che sta silenziosamente rilevando le sfere d’influenza statunitense in Asia (e non solo), forgiando a sua immagine e somiglianza una vasta area del pianeta compresa nel triangolo India-Giappone-Australia di cui è ormai il cuore pulsante. Se la Cina è vista sempre di più come un’opportunità e non più come una minaccia, gli Usa vivono ovunque un drastico ridimensionamento della loro influenza; Washington deve ora riconquistare la fiducia di molti partner, a cominciare dal “cortile di casa”: l’America Latina.

Sfogliando le pagine di questo imponente volume, affiorano le dinamiche e le caratteristiche del sistema internazionale in nuce: Washington, Pechino e Bruxelles costituiranno i tre pilastri di un equilibrio geopolitico dinamico, raffigurabile come uno “sgabello: su due sole gambe non si può reggere, su tre si”. Le tre potenze imperiali dovranno, tuttavia, confrontarsi – meglio se all’interno di un nuovo G3 – sia per collaborare alla definizione di un’agenda globale e scrivere insieme le nuove regole del gioco, sia per prevenire le insidie della competizione sfrenata. Se infatti le forze aggreganti della globalizzazione paiono scoraggiare oggi qualsiasi ipotesi di scontro, l’autore, citando Brecht, avverte tuttavia che “la guerra è come l’amore, trova sempre un modo per farsi strada”: ove gli istinti della geopolitica prevalessero di nuovo sulle dinamiche della globalizzazione, arrestandone il corso, il mondo perderà “l’occasione di relegare definitivamente la storia al passato”.

Insomma, per riprendere Kupchan, “la sfida centrale del futuro sarà la stessa del passato – governare le relazioni tra centri di potere in concorrenza”.

Il mondo multipolare (non per forza multilaterale), frutto di “allineamenti invece che di alleanze”, descritto da Khanna con una rapida successione di sintetici ma efficaci affreschi delle aree strategiche del pianeta, sarà sicuramente meno occidentale, probabilmente meno “democratico” e policentrico di ciò che si immagina: i tre imperi cercheranno infatti di conservare il potere nelle loro mani ostacolando l’ascesa di nuove potenze.

Le considerazioni espresse nel libro sono frutto di un viaggio ragionato attraverso il mondo intero, ispirato dalla vita e dall’opera dello storico inglese Arnold Toynbee; oggi Parag Khanna trascina dunque il lettore alla scoperta del “secondo mondo” e dei luoghi simbolo del XXI secolo dove “geopolitica e globalizzazione si scontrano e si fondono”: dalle nuove capitali della globalizzazione quali Dubai ed il Cairo agli snodi del commercio internazionale come il Golfo Persico, lo stretto di Malacca o le numerose nuove “vie della seta” che attraversano gli stan postsovietici; ma l’autore ci guida anche negli angoli più impervi ed apparentemente più restii alla modernità percorrendo le montagne inaccessibili dell’Heartland centroasiatico o le profondità geografiche della Cina. Dal diario di questo viaggio annotiamo così che, più che Giappone, Russia, India ed Iran, saranno il Venezuela ed il Brasile, la Turchia e l’Egitto, l’Ucraina ed il Kazakistan, la Malesia, Singapore e la Corea del Sud i nuovi protagonisti della geopolitica del futuro: ed altrettanti outsider sono già in rampa di lancio.

Nessuna sorpresa, dunque, se i capitoli del libro oltrepassano di frequente i confini della cartografia ufficiale e le tradizionali teorie della politica per seguire i nuovi sentieri naturalmente tracciati dalla globalizzazione: tra una passeggiata nelle periferie di Astana o sorseggiando un caffè ad Istanbul, l’autore descrive nuovi sistemi di potere, svela universi di valori e sistemi socio-culturali in evoluzione, analizza opportunità e rischi geopolitici, compara modelli di sviluppo.

Per constatare che i flussi commerciali, i nuovi e vecchi network, la geopolitica delle risorse naturali, ma anche le tradizioni culturali e le tendenze sociali uniscono nel mondo ciò che è ancora nominalmente diviso, facendo emergere una nuova, sorprendente mappa del potere.

Parag Khanna, I tre imperi, Nuovi equilibri globali nel XXI secolo, Fazi Editore, Roma 2009

Titolo originale: The Second World. Empires and influence in the new global order.