IAI

I Parlamenti della Prima Repubblica

Giorgio Giovanetti, vice-direttore di GR Parlamento, è giornalista di grande finezza e sperimentato valore professionale e si schernisce dall’essere storico. Ma questo suo robusto volume gli consente di ricostruire il percorso di un’Italia ancora recente ma già lontana con l’accuratezza del cronista e la profondità dello storico. Il lavoro percorre, in sette capitoli, le vicende politiche e parlamentari dell’Italia della cosiddetta Prima Repubblica, dall’entrata in vigore della Costituzione nel 1948 alle elezioni del 1994 che ne segnarono il superamento e coincisero con l’inizio del ‘berlusconismo’.

In una premessa densa di spunti e di concetti, Luigi Lotti stempera la drammaticità della fine della Prima Repubblica, pur “traumatica”, con la lucidità dell’analisi: “Il finanziamento illecito dei partiti ne fu il motivo immediato, che si innescava però in una situazione politica internazionale e interna profondamente cambiata e anche in un ordinamento istituzionale che aveva ben superato decenni difficili ma che necessitava di modernizzazioni nel tripudio europeo e in quello delle autonomie regionali”.

Giovanetti chiarisce, nell’introduzione, di partire dalla convinzione che, “nel regime parlamentare, la più duttile ed elastica delle forme di governo, il Parlamento può essere considerato la ‘clinica della Costituzione’, il luogo, cioè, dov’è possibile analizzare – e magari attualizzare (ndr) – in maniera concreta e costante la vita del sistema istituzionale”. L’autore constata che, in Italia, dal 1948 al ’94, il Parlamento “ha svolto una straordinaria funzione di integrazione sociale e politica, istituzionalizzando conflitti e creando canali di comunicazione in una democrazia bloccata”.

Questa impostazione di fondo si traduce nel racconto di 46 anni di governi e soprattutto Parlamenti italiani, che Giovanetti così scandisce, capitolo per capitolo: gli Anni del Centrismo, fino al ’58, in cui il Parlamento era marginale; gli anni fino al ’68, quando il Parlamento acquisisce centralità; quelli fino al ’72, quando il Parlamento esercita la sua centralità; la VI e VII legislatura, fino al ’79, cioè la fase del consociativismo; e poi gli Anni Ottanta fino al 1987, quelli della ‘sfida socialista’ con problemi di governabilità che sfociano nella crisi del sistema che coincide con la X legislatura e conducono quindi alla fine della Prima Repubblica nel triennio convulso di Tangentopoli, mentre, fuori d’Italia, il Mondo era ormai irreversibilmente cambiato.

Se il volume, corredato da utilissima documentazione sugli esecutivi e sui Parlamenti -strutture, composizioni, attività, etc. – e da un prezioso indice dei nomi, è tutto iscritto all’interno della Prima Repubblica, Giovanetti, nell’introduzione, spinge lo sguardo al di là del 1994, quando “il ‘Parlamento mediatore’ ha iniziato a vivere una lunga e incerta stagione di transizione”, mentre mutava “la struttura sociale ed economica del Paese” e l’Italia diveniva “uno Stato ‘quasi federale’”. Eppure, nota Giovannini, “a fronte di questi radicali mutamenti i regolamenti parlamentari sono rimasti, nell’impianto generale” quelli che erano e “la struttura e l’organizzazione delle Camere sono rimaste quelle del ‘pluralismo polarizzato’, in cui il governo ruotava intorno a un solo partito”.

Il messaggio che ne deriva è che “la necessità di rendere efficiente l’azione di governo, l’obbligo di garantire all’opposizione tempi e spazi per adempiere alle proprie funzioni di tribuna, di controllo e di partecipazione all’attività legislativa e una adeguata rappresentanza delle autonomie territoriali impongono di ripensare, come avvenne nel 1900 e nel 1971, la filosofia e il suolo del Parlamento e nel contempo di ridisegnare le strutture serventi. Al fine di riscrivere le regole del gioco per una partita politica e istituzionale profondamente mutata”. Ancora una volta, la lettura della storia aiuta, con la comprensione di quanto è accaduto, a meglio affrontare l’esplorazione del futuro.

Le Regole del Gioco. Parlamento e lotta politica in Italia 1948-1994, di Giorgio Giovanetti, Annuario dell’Istituto storico italiano per l’Età moderna e contemporanea, 650 pagg., 30 euro.