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GIUSEPPE CASSINI – ‘La 17a Agenzia’

La caduta dell’Impero Romano come la fine dell’ ‘impero americano’, assediato dai ‘nemici’: il capitalismo in declino, la minaccia del terrorismo, le crisi economica, migratoria e ambientale. Gli Stati Uniti sembrano giunti al bivio: o curano le loro piaghe in modo da rinsaldare l’Unione federale o rischiano l’implosione per eccesso d’impegno militare e d’iniquità sociale.

Se n’è discusso, oggi, a Roma, alla presentazione de ‘La 17a Agenzia’, un libro dell’ambasciatore Giuseppe Cassini, presentato al Centro Studi Americani dall’americanista Massimo Teodori e dagli ex ministri Oliviero Diliberto e Augusto Fantozzi.

La tesi dell’autore, che ha una profonda esperienza professionale degli Stati Uniti, è che è essenziale per un mattatore quale gli Stati Uniti sono stati – come per un impero – capire quando e se è il momento di uscire di scena: se aspetta troppo, rischia di umiliarsi tra il cerone che cola e i fischi del pubblico.

Cassini approfondisce l’analisi di un Paese meno conosciuto di quanto si creda. L’autore, come già fece lo storico Morris Berman, cerca di rispondere alla domanda: “Quando la polvere si poserà sull’impero americano, che ne sarà dell’Unione federale?”. Nel suo trittico, l’ambasciatore parla del declino imperiale, di come frenarlo e di come l’incapacità di sanare le “dieci piaghe” che lo affliggono possa portare allo sfaldamento dell’Unione.

È un monito e per certi versi anche un apologo, soprattutto nell’ottica delle elezioni presidenziali del prossimo anno che determineranno il dopo-Obama. Le “dieci piaghe” che minano il corpo non più giovane degli Stati Uniti sono esaminate nella parte centrale, mentre la parte iniziale guarda l futuro per ‘anticipare’ come l’incapacità di curare quelle piaghe spinga alla secessione 30 dei 50 Stati, perché il “particulare” di ogni Stato finisce per prevalere sullo spirito federale (d’altronde nessuna clausola della Costituzione sancisce l’indissolubilità dell’Unione).

L’ultima parte del trittico torna al presente descrivendo tratti del percorso presidenziale di Barack Obama, fino al compimento di un destino secondo Cassini analogo a quello di Giuliano l’Apostata, un imperatore romano straordinariamente affine al primo presidente nero Usa.

Forse è fuorviante sospettare che un servizio segreto golpista (appunto la 17° Agenzia) manovri dietro le quinte: a scalzare le fondamenta dell’Unione, potrebbe bastare la cecità di gente votata all’estremismo, senza che la razionalità di un presidente possa farci nulla.

Giuseppe Cassini, La 17ª Agenzia, L’America al bivio: recuperare o recidere le gloriose radici pre-imperiali, Marsilio Editore, 2015, pp. 320, 1° ed. Euro 27,00.