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Giorgio Napolitano e Federico Rampini – La via maestra. L’Europa e il ruolo dell’Italia nel mondo

Concepito come un bilancio del primo settennato di Giorgio Napolitano (2006-2013), prima che si pensasse a un nuovo mandato, questo ‘libro intervista’ raccoglie le linee guida che hanno ispirato il pensiero e l’azione del presidente nell’esercizio delle sue funzioni internazionali, nel costante tentativo di bilanciare l’interesse nazionale italiano e l’interesse comune europeo.

La prima linea guida è l’Unione europea, oggi sempre più associata nel pensiero collettivo all’austerity e all’eurocrazia. In un contesto di forte crisi globale, di incertezze e di euroscetticismo, il pensiero del capo dello Stato si ispira al percorso tracciato da Jean Monnet: gli Stati Uniti d’Europa, il progetto di una democrazia sovranazionale, una nuova “Patria comune” per i cittadini europei.

Tra i suggerimenti del presidente, c’è una riforma istituzionale per fare eleggere il presidente della Commissione europea al Parlamento europeo, una dialettica politica europea più forte con partiti più politicamente profilati e l’introduzione di elementi di flessibilità nel Patto di Stabilità, specie sul rapporto deficit/Pil attualmente bloccato al 3%.

La seconda linea guida è un orizzonte allargato ai rapporti transatlantici. Gli Usa sono legati all’Europa non solo dalla loro storia, ma anche dai valori della civiltà occidentale; ma ciò non vuol dire che il settore della difesa debba essere completamente lasciato agli americani. Al contrario, in un mondo sempre più globalizzato e in un Mediterraneo sempre più agitato, l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano, anche in relazione alle dinamiche delle Primavere arabe. Una difesa comune, strategicamente organizzata e distribuita, può essere un modo per riguadagnare terreno sulla scena internazionale.

Sul piano italiano, il presidente non manca di ripercorrere esperienze ed eventi importanti del suo percorso politico di oltre mezzo secolo. I temi trattati rispecchiano le criticità del momento, come la disoccupazione giovanile, l’immigrazione, gli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo e nella conservazione dei beni culturali. Una riflessione particolare è dedicata alla crisi dello storico concetto di democrazia rappresentativa, messo in discussione oggi, insieme all’istituzione dei partiti politici, da quello di “democrazia della rete”.

Richiamando il valore nobile e irrinunciabile della politica, Napolitano usa le parole di Thomas Mann: “La politica racchiude in sé molta durezza, necessità, amoralità, molti calcoli di convenienza… ma non potrà mai spogliarsi del tutto della sua veste ideale e spirituale, mai rinnegare completamente la parte etica e umanamente rispettabile della sua natura”.

Si rivolge infine ai giovani, chiedendo loro di fare sentire la propria indignazione col massimo sforzo e responsabilità, perché solo con la forza delle idee e della cultura si potrà traghettare il paese fuori dalla crisi e costruire un modello di sviluppo socialmente più equo che resta il problema fondamentale del nostro tempo.

La via maestra. L’Europa e il ruolo dell’Italia nel mondo. Giorgio Napolitano, conversazione con Federico Rampini, ed. Mondadori, 125 pag., 16 euro.