IAI

Europa e Usa: condannati ad andare d’accordo

In un sistema internazionale caratterizzato da straordinari cambiamenti e dal moltiplicarsi di crisi e di sommovimenti è interessante fare il punto sullo stato delle relazioni fra Europa e Stati Uniti. L’obiettivo è quello di determinare se quello che per lunghi decenni è stato il fulcro e lo stabile pilastro del mondo contemporaneo sia ancora saldo e se possa anche in futuro proporsi come l’elemento insostituibile per un diverso ordine internazionale. È ciò che intende fare un recente libro, edito dall’Università Bocconi e curato da Carlo Secchi e Enrico Sassoon dal titolo “Alleanze alla prova: Europa e Stati Uniti tra cooperazione e conflitto” (Milano, 2006).

Pur contando undici autori, fra i più noti in Italia, il volume non è una raccolta di atti di un convegno, ma un prodotto pensato e guidato con perizia dai due curatori, che hanno distribuito i compiti seguendo un disegno organico, che li aiutasse a dare una risposta al quesito di fondo sulla solidità del legame transatlantico. Va subito precisato che il focus del libro è sui rapporti economici fra le due aree nei loro vari aspetti commerciali, finanziari e monetari: gli autori sono infatti noti economisti. Ma il ragionamento che tutti fanno è essenzialmente politico, dal momento che nessuno può negare la stretta interdipendenza fra pilastri di cooperazione economica e politico-strategica.

In effetti mentre la cooperazione economica fra le due aree, pur fra gli alti e i bassi che si sono ripetuti nei decenni, può contare su rapporti bilaterali e multilaterali ormai collaudati e su tutta una serie di meccanismi di compensazione e/o decantazione delle crisi, l’alleanza strategica non può dirsi altrettanto solida, dopo la fine del confronto bipolare con l’Unione Sovietica.

Non è certo la “fine della storia” quella che stiamo oggi vivendo fra Washington e Bruxelles, ma sicuramente alcuni scricchiolii si avvertono. Tutti i saggi del libro si soffermano sugli elementi di squilibrio che emergono oggi, in particolare nel campo economico, ma nessuno di essi mette in dubbio la forza del legame transatlantico, se non altro perché di fronte alla sfida globale portata dai nuovi attori, Cina, India e Brasile, non vi è altra strada che quella di affrontarla assieme per non soccombere. Quindi, se un certo pessimismo sembra prevalere per quanto riguarda il rischio di una progressiva divaricazione fra Usa e Ue, l’opinione degli autori è che non vi sono alternative alla cooperazione.

Sul piano strategico, invece, gli scricchiolii sono più marcati poiché, al di là degli errori dell’amministrazione Bush, in questo campo siamo di fronte a un profondo riequilibrio dei ruoli e degli interessi politici dell’alleanza militare con gli Usa. Il futuro della Nato e della Politica di sicurezza e di difesa europea (Pesd) fanno da sfondo a una “crisi” che rischia di divenire strutturale: qui gli strumenti del passato sono meno efficaci per risolvere i momenti di difficoltà. La Nato non rappresenta più l’unico luogo dove si mediano gli interessi occidentali e ancora non è emersa una chiare fisionomia della Pesd e dei suoi legami con gli Usa.

Di questo il libro di Secchi e Sassoon non parla, ma nell’introduzione dei due curatori emerge con chiarezza la preoccupazione delle conseguenze di una crisi nel campo strategico che possa negativamente ripercuotersi su quello economico. Ma anche per questo argomento vale la stessa considerazione di fondo del libro: il legame transatlantico potrà trovarsi in una situazione di difficoltà mai vissuta fino ad oggi, ma ad esso non vi sono alternative. È necessario quindi operare per rimodellarlo senza perdere di vista i grandi vantaggi che fino ad oggi esso ci ha assicurato e che anche in futuro continuerà ad apportare ad entrambe le parti.

Carlo Secchi ed Enrico Sassoon, Alleanze alla prova: Europa e Stati Uniti tra cooperazione e conflitto, Università Bocconi Editore, Milano 2006, pag. 270, euro 14,00.