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Esilio dalla Siria: la nuova testimonianza di Shady Hamadi

“Rimanere o scappare? È una domanda che milioni di siriani si pongono quotidianamente”, scrive il giovane Shady Hamadi nel suo nuovo libro Esilio dalla Siria – Una lotta contro l’indifferenza (Add, 128 pp.). Ed è forse anche la domanda che si pone lo stesso scrittore, nato e cresciuto in Italia da madre italiana cattolica e da padre siriano musulmano: proprio questo sincretismo ha consolidato il suo bagaglio culturale tanto da farlo avvicinare a un paese nei confronti del quale, inizialmente, era indifferente.

La sua storia personale, tuttavia, viene tessuta e intrecciata dalle trame familiari, nell’avvicinamento al padre dal percorso tortuoso, proprio lo stesso che un esiliato compie e vive. Perché allo scrittore, fino al 1997, è stato vietato di entrare in Siria, in seguito all’esilio del padre Mohamed, membro del Movimento nazionalista arabo. Il manfa, o esilio, è ormai una condizione di sopravvivenza in un Paese che vive un dramma nel disinteresse della comunità internazionale e nella rassegnazione del suo popolo.

Questo volume racconta il viaggio dell’autore in paese martoriato e dilaniato dalla guerra civile e dalla dittatura, raccogliendo storie di sofferenza vissute dai suoi parenti e amici che spesso non conoscono l’attenzione dei media internazionali. E, soprattutto, Shady Hamadi, ferreo oppositore del regime di Assad, affronta temi fondamentali come l’identità, l’integralismo e i rapporti tra le religioni in una terra di cui si parla in modo superficiale. Nella sua scrittura, Shady, fa convivere mondo arabo con quello occidentale utilizzando un “noi” inclusivo e aggregante, a differenza di quanto emerge dalle narrazioni internazionali in cui prevale una antitetica visione. Ricordi, incontri, riflessioni sulla società siriana si alternano in questo volume che «vuole essere un ambasciatore capace di arrivare a tutti coloro che sono confusi dal tanto rumore che si fa quando si parla di terrorismo e mondo arabo».

Questo libro, però, è il secondo passo di una trilogia, perché la sua prima pubblicazione, La felicità araba, raccontava il passato della Siria attraverso la storia della famiglia dell’autore. Nell’incipit della nuova testimonianza di Shady si legge: “dall’inizio della crisi siriana, nel marzo del 2011, ho tentato di costruire consapevolezza intorno alla Siria. Ho cominciato a camminare in questa direzione con La felicità araba, raccontando la storia della mia famiglia e la genesi di un regime. Oggi compio un altro passo, raccontando cinque anni di emozioni, tradimenti e speranza, vissute in esilio. Quando tornerò in Siria, tra le macerie umane e morali, scriverò l’epilogo, il libro del ritorno”.

Shady Hamadi, Esilio dalla Siria – una lotta contro l’indifferenza, Add Editore, aprile 2016, 128pp., 13 euro.

Serena Console è stagista per la comunicazione dello IAI.