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Enrico Mattei – Scritti e discorsi 1945-1962. Raccolta integrale dall’archivio storico Eni

Come rileva nella sua prefazione Paolo Mieli, giornalista e saggista, l’incidente aereo del 27 ottobre 1962,una notte di tempesta a Bascapè, non è solo costato la vita ad Enrico Mattei e a chi viaggiava con lui, il pilota Irnerio Bertuzzie il giornalista William McHale. Ha anche creato un velo sulla memoria dell’operato del presidente dell’Eni fino a quel giorno, relegandone la scomparsa nel novero dei misteri italiani irrisolti.

Eppure, la figura di Mattei ha avuto una rilevanza a tutto tondo che la stampa internazionale aveva subito colto. Nell’articolo che ne annunciava la morte, il New York Times scriveva: “ … Mattei era forse l’individuo più importante in Italia. Tuttavia, egli preferiva rimanere dietro le quinte, nel ruolo di eminenza grigia. La sua influenza spaziava nella politica italiana, nell’equilibrio della Guerra Fredda tra Oriente e Occidente e … nei rapporti diplomatici di un’importante Paese della Nato con il blocco comunista e i neutrali afro-asiatici”.

“Enrico Mattei – Scritti e discorsi 1945-1962” è un ulteriore strumento per liberare la figura di Mattei dall’ombra dei fatti di Bascapè e concentrare l’attenzione sui valori, il pensiero e l’azione dell’uomo, del politico, dell’imprenditore. Uscito a cinquanta anni dalla sua morte, il volume consente di ricostruire la vita del presidente dell’Eni attraverso le sue stesse parole, riunendo oltre 200 tra i suoi scritti e discorsi (alcuni inediti, la maggior parte già utilizzati dalla stampa dell’epoca e dagli storici) e numerose foto di repertorio. Il tutto viene dall’archivio storico dell’Eni. Il volume è arricchito, oltre che dalla prefazione di Mieli, dai contributi degli storici Valerio Castronovo e Daniele Pozzi.

Ne esce un’immagine di Mattei articolata e completa: dagli interventi come capo partigiano (l’esperienza della Resistenza resterà per lui una dominante) ai discorsi civili e politici; dalle parole come vicepresidente dell’Agip a quelle come primo presidente dell’Eni, la nuova – per l’epoca – azienda energetica dello Stato. E delineando il profilo di uno dei protagonisti degli anni del miracolo economico italiano, il volume ripercorre un periodo importante della storia del nostro Paese: da nazione sconfitta, l’Italia andava assumendo i tratti di una potenza industriale e, sul fronte energetico, non si accontentava di un ruolo subalterno e cercava di ritagliarsi un proprio spazio autonomo e indipendente. Un lascito di cui l’Italia e l’Eni ancora si giovano.

Mattei fu sicuramente uno degli artefici della rinascita italiana del dopoguerra: fu tra i primi, forse il primo, a comprendere, concretizzandola, l’importanza di una strategia energetica internazionale che liberasse l’Italia dalla posizione di supporto cui sembravano relegarla le logiche del sistema bipolare. Anche a costo di scontrarsi con gli interessi delle ‘Sette Sorelle’ e degli Stati Uniti.

Come Mattei stesso ebbe a dire: “L’Italia non sarà grande, non può essere quella che può e deve essere, se non avrà liberato dal giogo del dominio straniero il mercato delle materie prime”. Allora, l’Italia; oggi, l’Europa: il discorso resta valido.

Enrico Mattei, Scritti e discorsi 1945-1962 , Rizzoli, 2012, 1060pp.