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EMANUELA PERGOLIZZI – La politica estera AKP. Una sintesi «neo» o «post» ottomana?

Alle amministrative del 30 marzo il popolo turco ha confermato la fiducia e il sostegno a Recep Tayyip Erdoğan, leader dell’AKP, il partito di maggioranza ormai da tre legislature al governo.

Nonostante gli scandali politici e privati e il polso un po’ troppo autoritario per i gusti occidentali, Erdoğan rimane un punto fermo nella politica interna della Turchia, un paese che resta il centro strategico delle politiche mediorientali, unico a saper conciliare con successo la sua identità islamica con le istituzioni della repubblica laica fondata da Ataturk.

Ma che cosa accade oltre i confini nazionali? Baricentro geopolitico e ponte strategico tra Oriente e Occidente, la Turchia odierna attraversa i terreni incerti di una “rivoluzione silenziosa” anche sul piano estero.

In equilibrio tra le paure europee di un nostalgico ritorno al sogno restauratore-neottomano e i rinnovati rapporti con il Vicino-Oriente, la “diplomazia danzante” del leader Recep Tayyip Erdoğan sembra ricercare una terza via “post-ottomana” da cui non dipende solo il futuro della Turchia, ma probabilmente lo stesso delicato rapporto tra Oriente e Occidente.

Lo studio di Emanuela Pergolizzi “La politica estera AKP. Una sintesi «neo» o «post» ottomana?” ripercorre dal 2002 le tappe e l’ascesa del partito di Erdoğan e della sua “rivoluzione silenziosa” in bilico tra restaurazione “neo-ottomana” e secolarismo democratico, nella mutevole cornice dei rapporti tra Turchia, Stati Uniti, Israele e Unione europea.

Emanuela Pergolizzi, La politica estera AKP. Una sintesi «neo» o «post» ottomana?, I Libri Di Emil, 2012, Euro 13.00.

Stefano Pesce è stagista per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali (IAI).