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Il diavolo: Steve Bannon e la conquista del potere’’, di J. Green

‘Il diavolo: Steve Bannon e la conquista del potere’, Joshua Green, LUISS University Press, pag. 229, euro 23

“Mostreremo non solo all’Europa ma a tutto il mondo ciò che è possibile fare … Stiamo arrivando”. Steve Bannon è colui che, nel 2016, ha guidato la campagna elettorale di Donald Trump, portandolo alla vittoria negli Stati Uniti, e Joshua Green, corrispondente per Bloomberg e analista politico della Cnn, ha deciso di descriverlo come “Il diavolo”.

Il libro ripercorre l’esperienza di Bannon al fianco di Trump. L’autore stesso ammette: “Mai avrei previsto che Trump potesse vincere la nomination repubblicana e vincere, in seguito, le elezioni guidato da Steve Bannon”. Il volume ricostruisce la movimentata carriera di questo ‘diavolo’: un uomo “dotato di un carisma fuori dal comune”, che non si è mai arreso, nemmeno quando i suoi progetti si sono rivelati dei fallimenti totali.

Bannon - diavolo - Green

L’edizione italiana del libro, curata dalla LUISS University Press, aggiunge al volume originale di Joshua Green l’esperienza europea di Bannon, che, dopo l’allontanamento dalla Casa Bianca perché la sua figura si era fatta troppo ingombrante per il presidente degli Stati Uniti, ha spostato la sua attenzione sull’Europa con l’intenzione di creare un fronte tra tutti i partiti populisti e nazionalisti dell’Ue. La missione era quella di “respingere le forze globaliste di politici come Angela Merkel ed Emmanuel Macron” in vista delle elezioni europee del maggio scorso.

Per dare vita al suo progetto, quindi, Bannon prova inizialmente a creare un istituto di formazione politica per giovani sovranisti che lui stesso definisce ‘’scuola di gladiatori’’, ma l’iniziativa non ha successo.

Non scoraggiato da questa prima sconfitta, Bannon organizza decine di incontri con i leader dei diversi partiti populisti, nazionalisti e sovranisti europei fino a fondare ‘Il Movimento’ (‘The Movement’), un nuovo gruppo politico con sede a Bruxelles.

Neanche questa esperienza, però, raccoglie larga partecipazione: soltanto la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia dichiarano pubblicamente la loro adesione al ‘Movimento’, mentre tutti gli altri non sono convinti dal progetto.

L’Italia, per questo, diventa un punto di riferimento, la base dalla quale, secondo Bannon, è necessario ripartire per fare dell’Unione europea un luogo protetto: confini blindati con muri massicci, diffidenza per le élite politiche, ostilità verso gli immigrati e l’Islam e i suoi predicatori.

Definito nel 2015 “l’attivista politico più pericoloso d’America”, Steve Bannon non è comunque il responsabile dell’ondata populista e nazionalista che coinvolge adesso l’Europa, anzi. I progetti del guru venuto dagli Stati Uniti non hanno suscitato la partecipazione necessaria alla loro realizzazione: nonostante Bannon abbia messo insieme tutte le sue forze, l’idea del fronte populista e nazionalista paneuropeo è stata un fiasco.

Tuttavia “Il diavolo” non conosce resa e sarebbe un errore pensare che la sua battaglia sia finita qui. Chissà che non stia progettando qualcosa per tornare alla ribalta ancora una volta ripartendo proprio dall’Italia, da Roma: una città che, a quanto pare, Bannon apprezza particolarmente.

di Giovanni Esperti