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Quando il coraggio era l’essenza della leadership, di Emilio Iodice

Quando il coraggio era l’essenza della leadership. Lezioni dalla storia, Emilio Iodice. Vite da seguire 2019, 508 pp.

La democrazia in Occidente si ritrova al bivio cui l’Italia giunse nel 1922, prima dell’avvento del fascismo; per questo è necessario che i leader globali – quelli che hanno in mano il destino del mondo – abbiano il coraggio di opporsi allo spettro dell’autoritarismo e di salvaguardare la democrazia.

Emilio IodiceCosì scrive Emilio Iodice – ex diplomatico statunitense, figlio di immigrati italiani, oggi professore emerito della Loyola University di Chicago – nel suo libro Quando il coraggio era l’essenza della leadership. Lezioni dalla storia, un’opera in cui analizza esempi di coraggio come qualità necessaria per governare.

Il coraggio, per Iodice, è la qualità che più distingue i grandi leader dalle persone comuni perché si tratta, prima di tutto, di una scelta morale. E nel mondo di oggi, pieno di insidie di ogni genere – riscaldamento globale, recessione economica, terrorismo –, è più che mai necessario coltivare e sviluppare il giusto tipo di leadership.

Quali sono, coraggio a parte, le qualità più importanti per un leader, secondo Iodice? Ambizione, passione, capacità di sviluppare un pensiero visionario per il futuro; ma anche integrità morale, correttezza, capacità di non perdere mai il contatto con i propri subordinati e con la gente comune. Un leader è colui che ha il coraggio di lottare per la giusta causa nel momento sbagliato.

Iodice distingue tre tipi di coraggio – politico, professionale e spirituale – e per ognuno presenta come esempi una serie di personaggi provenienti da diversi ambiti: presidenti statunitensi, primi tra tutti Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln; attivisti per i diritti umani, da Ghandi a Malala Yousafzai; figure religiose – Giovanni XXIII e Madre Teresa -. E ancora, chi, vittima del totalitarismo, ha saputo ergersi a esempio morale, come Salvo D’Acquisto o Sophie Scholl; o creativi e visionari, da Walt Disney a Steve Jobs: o altri ancora.

Ognuno di loro, in maniera diversa, ha saputo superare circostanze sfavorevoli per raggiungere non soltanto il successo personale, ma anche lo status di leader ed esempio per il resto del mondo, attraverso il coraggio delle proprie scelte.

Iodice conclude il libro con un capitolo che mostra il lato oscuro della leadership: la sua degenerazione in dittatura. Nel Novecento, l’Occidente riteneva impossibile l’affermarsi del totalitarismo; invece, nell’arco di pochi anni, a partire dall’avvento di Mussolini in Italia il virus del fascismo si è diffuso in Europa, per culminare con il nazismo di Hitler.

Emilio Iodice sottolinea come qualsiasi progresso in epoca mussoliniana, dalla creazione di infrastrutture alla creazione di un programma di welfare, sia stato compiuto non grazie alla dittatura, ma nonostante la presenza di una leadership egocentrica e assolutistica che ha tradito la fiducia e la speranza che il popolo ripone nel proprio leader. E in un mondo in crisi come quello di oggi, in cui il nazionalismo aumenta, erodendo gradualmente la democrazia, è necessario avere il coraggio di impedire l’inizio di una nuova stagione di totalitarismi.

Eleonora Febbe