IAI

Capire l’Islam, mito o realtà?, di Bombardieri, Giorda, Hejazi

Capire l’Islam, mito o realtà? di Maria Bombardieri, Maria Chiara Giorda, Sara Hejazi, Editrice Morcelliana, 2019, pp. 265

Nel 2005 la Commissione europea identificava la prevenzione come uno dei quattro pilastri dell’azione di contrasto al terrorismo e forniva il suo sostegno agli Stati membri. Nel 2014 venivano identificate le priorità per ulteriori azioni e nel 2016, dopo gli attacchi jihadisti che hanno visto la partecipazione di cittadini europei nati e cresciuti in Europa, venivano proposte ulteriori azioni per sostenere le politiche nazionali degli Stati membri con strutture di coordinamento più funzionali, network più inclusivi e miglior utilizzo dei fondi europei.

Islam - mito - realtàQuanti aspetti e dati fanno da retroterra a un interessante volume intitolato “Capire l’Islam, mito o realtà?”, curato da Maria Chiara Giorda, storica delle religioni, Maria Bombardieri, sociologa, e Sara Hejazi, antropologa. Il manuale, perché così è stato concepito dalle curatrici, si pone l’obiettivo di capire come e perché la delicata questione della compatibilità tra l’Islam e l’Occidente continui ad essere così comune nei dibattiti che coinvolgono ampia parte dell’opinione pubblica italiana ed europea.

Sebbene la radicalizzazione non sia un fenomeno nuovo, le sue recenti manifestazioni con l’utilizzo dei social media rappresentano una versione inedita che necessita di un maggior coinvolgimento della società civile, dunque un interesse che vada ben oltre i soli apparati di sicurezza.

Se l’origine del volume risiede nella necessità di far fronte culturalmente a una “emergenza” legata all’Islam in Europa e in Italia – che lo rende una delle religioni meno comprese e più stereotipate del vecchio continente, percepita come radicale, (nonostante sia una delle religioni minoritarie più significative dal punto di vista numerico), il libro va oltre. La sua finalità è infatti indagare il complesso intreccio che lega l’Islam contemporaneo al discorso pubblico e nello spazio pubblico, dalla scuola alle carceri, al web.

Sono due i livelli su cui si snodano i capitoli di questo libro: il primo è quello descrittivo, che riguarda cioè l’analisi sociologica dei dati: che tipo di fenomeno sociale è, nella società italiana, l’Islam? Quali e quanti sono i suoi numeri e quali gli elementi socio/ antropologici che lo compongono? In che modo il discorso sull’Islam si intreccia a quello sulla radicalizzazione violenta? Qual è la genesi linguistica della parola ‘fondamentalismo’? Quali i tempi e i luoghi della sua manifestazione? Quali indicatori per rilevarne l’esistenza?

Il secondo livello è quello emico, cioè quello che considera la questione da una prospettiva  teologica, filosofica, o storica rispetto alla chiarificazione dei concetti cardine dei discorsi pubblici sull’islam in Europa in generale e in Italia in particolare: il tema del fondamentalismo religioso, il rapporto tra Stato e minoranze religiose, la questione dei luoghi di culto, la pratica religiosa, il tema del corpo, il significato del termine jihad, i rapporti di genere e le specificità di genere nei processi di radicalizzazione violenta.

L’adozione di una prospettiva transdisciplinare contribuisce a costruire un linguaggio condiviso ed un approccio comune: una conoscenza complessa del fenomeno religioso, culturale, politico e sociale chiamato ‘islam’. Il volume di Bombardieri Giorda e Hejazi rappresenta un importante tassello in questa direzione.

Lavinia Giampiccolo

 

 

 

Lavinia Giampiccolo