WiFi4EU: falsa partenza con rinvio

24 Ago 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Poter offrire una connessione WiFi aperta e gratuita è una prospettiva allettante per qualunque ente pubblico. Lo dimostra quanto accaduto sul portale web di WiFi4EU, il progetto della Commissione europea volto a finanziare la creazione di connessioni WiFi gratuite nei Comuni d’Europa. Solo dopo poche ore dall’apertura della prima gara, il 15 maggio scorso, il portale è andato in tilt, rendendo necessario annullare le candidature e rimandare alla seconda metà di settembre la prima asta vera e propria.

Il progetto prevede un budget di 120 milioni di euro che verranno distribuiti tra gli enti pubblici vincitori sotto forma di voucher da 15000 €, da assegnare in base all’ordine cronologico delle candidature. Era prevedibile l’exploit di richieste verificatosi subito dopo l’apertura dell’asta. “In pochi secondi, oltre 5.000 comuni avevano già fatto domanda e, nel giro di poche ore, 11.000 avevano fatto lo stesso”, si legge nella nota ufficiale del Commissario europeo per l’economia e le società digitali Mariya Gabriel, la quale ha spiegato che la decisione di annullare il bando è arrivata in seguito alle “informazioni ricevute da una terza parte in merito a un problema tecnico”.

Un’indagine dell’ Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (Inea) ha infatti poi rilevato che il software impiegato dal portale aveva permesso ad alcuni enti di candidarsi prima dell’avvio ufficiale della gara, impedendone l’accesso regolare ad altri. Un errore tecnico che avrebbe compromesso i “principi di equità, trasparenza e affidabilità”, valori imprescindibili per la Commissione, come riportato nelle dichiarazioni di Gabriel. Così i 1000 voucher in palio nel primo dei cinque bandi previsti dal progetto saranno accorpati nell’asta di settembre, dalla quale risulteranno 2500 vincitori.

WiFi4EU è un progetto ideato interno alla strategia per il Digital single market per finanziare entro il 2020 l’installazione di hotspot in 8000 Comuni in tutti gli Stati membri, in Norvegia e in Islanda. Non si tratta però di finanziamenti a fondo perduto: infatti i vincitori avranno 18 mesi per realizzare le connessioni, scegliendo in totale autonomia le compagnie che forniranno la rete, a patto che nell’area coperta non siano già presenti servizi simili e che non vengano raccolti dati per il suo utilizzo. La connessione, inoltre, dovrà essere di minimo 30 Mbps e stabile per almeno tre anni.

Il progetto sembra avere tutte le carte in regola per rendere internet accessibile a un numero sempre maggiore di cittadini. Vero è che per essere un progetto di digital economy, l’inizio non è stato dei migliori, ma le numerose adesioni dimostrano come la Commissione con WiFi4EU abbia risposto ad un’effettiva esigenza dei cittadini Ue. Non resta che aspettare per scoprire se essa sarà o meno in grado di trasformare le intenzioni in realtà.

Maria Teresa Gasbarrone