Usa: Russia e Cina, quando ‘Uncle Joe’ diventa ‘Tiger Joe’

2 Apr 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

C’è l’‘Uncle Joe’ che t’aspetti, quello che combatte la pandemia a colpi di vaccini e di fondi per rilanciare l’economia; e quello che rimette insieme i cocci del suo predecessore Donald Trump, su clima, ambiente, disuguaglianze di colore e di genere. E poi c’è il ‘Tiger Joe’ che non t’aspetti, che tratta a muso duro Russia e Cina su diritti umani e valori fondamentali, più che sull’economia e la sicurezza, e chiama i partner europei a impegnarsi sulla stessa linea, nel nome di un’alleanza rinvigorita – e non più ‘picconata’ -.

La settimana scorsa, il presidente Biden ha chiarito il suo approccio alla politica estera: nella prima conferenza stampa da quando è alla Casa Bianca e, subito dopo, intervenendo alla riunione virtuale del Vertice europeo. I leader dei 27 hanno apprezzato la sua presenza e il mutato atteggiamento dell’Amministrazione statunitense, anche se la cancelliera tedesca Angela Merkel ha puntualizzato, nel consenso generale, che comunanza di valori tra Ue e Usa non significa necessariamente concordanza di opinioni, sui rapporti con Russia e Cina e sulle questioni commerciali..

Il punto di Biden, sottolineato nelle analisi di New York Times e Washington Post, è che “gli errori del passato vanno corretti”, parlando, in particolare, della lotta alla pandemia, che il suo predecessore prendeva alla leggera, e delle sfide internazionali, non solo economiche, ma anche strategiche, poste da Cina e Russia.

Con Pechino, Biden chiarisce di volere rapporti economici basati su reciproca correttezza e concorrenza leale. Con Mosca, è pronto a discutere di sicurezza e a ridefinire gli accordi di disarmo esistenti. Dove, però, non intende fare sconti sono i diritti umani e i diritti fondamentali: per la Cina, questo significa la situazione di Hong-Kong e la repressione degli Uiguri; per la Russia, il caso Navalny e, più in generale, i modi spicci usati con gli oppositori. I presidenti cinese Xi Jinping e russo Vladimir Putin considerano l’atteggiamento di Biden un’ingerenza nei loro affari interni.

“Molti nemici molto onore” pareva un motto del passato tagliato su misura per Trump, più disposto al confronto che al dialogo con i suoi partner. Ma Biden ora litiga su più fronti allo stesso tempo: “Con l’avversario dell’America nella Guerra Fredda passata, la Russia, e col possibile avversario nella Guerra Fredda prossima ventura, la Cina”. L’analisi della Cnn è drastica: “I rapporti con la Cina sono scesi al punto più basso dalla diplomazia del ping-pong di Richard Nixon… E quanto alle relazioni Usa-Russia, sono al momento più difficile dal dissolvimento dell’Unione sovietica”.

Certo, non è tutta farina di ‘Tiger Joe’ in due mesi alla Casa Bianca: il suo predecessore gli aveva già arato il terreno e seminato zizzania. Però, forse per non parere debole rispetto a Trump il bullo, il nuovo ‘comandante-in-capo’ va un po’ sopra le righe e dà l’impressione di ‘cercare briga’.