Usa: nelle scuole, gli ultimi fuochi

21 Mag 2018 - Dal blog Spigoli di Giampiero Gramaglia

Calma e gesso. Cos’è tutto ‘sto allarmismo sulla sicurezza nelle scuole Usa?, solo perché dall’inizio dell’anno – il 2018, non quello scolastico – ci sono state 23 sparatorie letali in istituti d’ogni ordine e grado… Tranquilli!, ancora una settimana e di sparatorie a scuola, nell’America di Trump, non si parlerà più.

Non perché il presidente o la sua Amministrazione abbiano fatto qualcosa per aumentare i controlli sulle vendite delle armi e/o per migliorare la sicurezza nelle scuole. Ma semplicemente perché, dopo la consegna dei diplomi di fine anno, le scuole, dalle elementari ai licei, chiudono battenti e campus per le vacanze estive. Se ne riparla dopo il Labor Day, lunedì 3 settembre.

Cento giorni, o giù di lì, di tregua. Oddio!, restano aperti – ma relativamente disabitati – i campus delle Università e iniziano i ‘summer camps’ dove i ragazzi d’America trascorrono buona parte delle loro vacanze. Ma i ‘summer camps’ durano, in genere, una settimana, al massimo due: poco perché si sviluppino rancori da sparatoria.

Così, la strage di venerdì 18 maggio al liceo di Santa Fé – una anonima in Texas, non quella famosa del New Mexico -, con almeno dieci vittime (una supplente e nove studenti), sarà forse l’ultima d’una stagione tragica. Il presidente Trump ha ordinato bandiere a mezz’asta sino al 22 maggio ed ha convocato la commissione per il controllo delle armi creata dopo la strage di Parkland in Florida – il 14 febbraio, 17 morti -.

Di toccare il II Emendamento della Costituzione Usa, quello del ‘libere armi in libero Stato’, non si parla; e di controlli più stretti sull’acquisto delle armi si parla, ma non si decide nulla. Il 4 maggio, anzi, Trump ha ribadito la sua ‘lealtà’ alla lobby delle armi, la Nra, che, al congresso di Dallas, s’è ‘rifatta il look’: il colonnello Oliver North, l’uomo dell’IranContra, come presidente, e la ‘mamma con la pistola’ Dana Loesch, come portavoce.

Chi s’era illuso che il movimento studentesco #NeverAgain, nato dopo la carneficina di Parkland, stesse scuotendo le coscienze della politica americana non aveva fatto i conti con i calendari scolastici ed elettorali. A settembre, i leader di #NeverAgain saranno ormai all’Università; e deputati e senatori avranno appena cominciato il conto alla rovescia della campagna elettorale verso il voto di midterm del 6 novembre.

Quelle contro il II Emendamento e per rendere più efficienti i controlli sulle vendite di armi sono battaglie che non portano al Congresso. Gli epigoni di Nikolas Cruz, il killer paranoico di Parkland, e di Dimitrios Pagourtzis, lo sparatore con la palandrana di Santa Fé, possono stare tranquilli: alla riapertura delle scuole, avranno campo, anzi campus, libero.