Usa/Iran: meccanismo umanitario

31 Ott 2019 - Sanzioni Internazionali di Studio Padovan

Il 25 ottobre 2019, il Dipartimento del Tesoro Usa ha annunciato la creazione di un nuovo meccanismo umanitario (Humanitarian Mechanism), finalizzato a garantire maggior trasparenza nel commercio con l’Iran di prodotti agricoli, cibo, medicine e dispositivi medici.

La normativa Usa già prevedeva delle licenze generali umanitarie, che consentono ai soggetti statunitensi l’esportazione in Iran dei prodotti sopra elencati: il nuovo meccanismo mirerebbe a rafforzare i controlli e a impedire che fondi destinati ai bisogni umanitari del popolo iraniano vengano utilizzati per finalità terroristiche. Dal punto di vista statunitense, tale esigenza appare particolarmente rilevante a seguito della designazione della Banca centrale dell’Iran (Cbi) ai sensi dell’Executive Order 13224 sul supporto al terrorismo.

Nello specifico, il meccanismo umanitario prevede che i governi stranieri e le istituzioni finanziarie straniere aderenti forniscano mensilmente al Dipartimento del Tesoro tutte le informazioni relative alle transazioni con l’Iran di prodotti umanitari. Sulla base delle informazioni raccolte, il Dipartimento del Tesoro effettuerà le sue valutazioni, al fine di determinare se le transazioni soddisfino o meno gli obblighi di controllo rafforzati.

Se, nel corso della due diligence rafforzata realizzata dalle istituzioni finanziarie straniere, si scoprisse che i clienti iraniani hanno tentato, o sono sospettati, di un uso improprio del canale umanitario, la transazione sospetta dovrebbe essere immediatamente sospesa, con segnalazione, se del caso, al Dipartimento del Tesoro.

Se l’istituzione finanziaria straniera rilevasse che un cliente iraniano ha avuto (nei cinque anni precedenti) legami con entità o individui designati da Usa, Onu o Ue, l’istituto finanziario straniero dovrebbe fornire al Dipartimento del Tesoro tutte le informazioni relative alle eventuali modifiche relative a tali legami (ad esempio cambiamenti nella titolarità effettiva o nella struttura di controllo del cliente iraniano).

La mossa americana mira da un lato a depotenziare Instex e dall’altro a stendere su tutte le operazioni con l’Iran la longa manus americana.

Dal punto di vista politico, sul quale saranno Bruxelles e Roma e le altre capitali a opinare, pare che con questa mossa Washington stia capitalizzando in modo ormai palese quel ruolo di “governatore e regolatore della finanza mondiale” che ha conquistato a colpi di mega-sanzioni alle banche internazionali e di de-risking universale (salvo Cina e Russia, ma quello è un altro discorso). Di fatto accettare la disclosure in cambio del bollino blu Usa significa riconoscere apertis verbis che è Washington a regolare i flussi finanziari mondiali, ora anche nella compliance; non più Francoforte, non più Bruxelles, non più Roma.