Usa 2020: – 88, negato a Trump un dibattito in più con Biden

8 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump voleva un dibattito in più con Joe Biden, ma la commissione elettorale ha respinto la richiesta del presidente candidato di un quarto incontro televisivo con il candidato democratico alla Casa Bianca. La campagna del magnate chiedeva, in particolare, un dibattito a inizio settembre, prima dell’inizio del voto anticipato in alcuni Stati.

Il dibattito sui dibattiti appare marginale, nel giorno in cui, per la prima volta da tre mesi, il numero delle vittime da coronavirus negli Usa raggiunge le duemila e quello dei contagi supera le 60 mila: secondo i dati della Johns Hopkins University, il totale dei morti era di 160.091, mentre i contagi erano 4.882.270.

La richiesta di Trump di un quarto dibattito nasce dalla convinzione del presidente di uscire vincitore nei confronti testa a testa con Biden.

La mossa di Trump è anche legata al fatto che molti più elettori sceglieranno l’early voting o il voto per posta, per esprimere la loro scelta, con l’epidemia in atto. La prima sfida tv tra Trump e Biden resta fissata il 29 settembre in Indiana. I successivi confronti sono previsti il 15 e 22 ottobre in Michigan e in Tennessee. In calendario anche un dibattito tv tra i due candidati vice il 7 ottobre.

Dalla Commissione elettorale viene anche una notizia positiva per il presidente candidato: a luglio, Trump ha raccolto più soldi di Biden per la sua campagna, 165 milioni di dollari contro 140, dopo essere stato sotto a maggio e a giugno.

Solleva un’ondata di critiche, pure fra i repubblicani, il progetto di Trump di fare dalla Casa Bianca il discorso di accettazione della nomination a fine convention, il 27 agosto. C’è il rischio di violare norme storiche che separano l’attività politica da quella istituzionale del presidente.

La speaker della Camera Nancy Pelosi ritiene che Trump “umilierebbe la Casa Bianca” e pensa che la cosa “non si farà” per ragioni legali ed etiche.

L’iniziativa è “legale”, sostiene invece Trump: per lui, l’Hacth Act del 1939 che vieta ai dipendenti del governo di usare la loro autorità ufficiale in attività politiche non tocca il presidente. Al magnate è già stato contestato d’usare l’AirForceOne per andare a fare comizi e d’avere trasformato i briefing sul coronavirus in discorsi elettorali.

Il fronte delle scaramucce tra social e Trump s’intreccia con quello delle tensioni con la Cina. Facebook annunci la sospensione degli spot dell’account ‘The Committee to Defend the President‘. L’account è accusato di diffondere “contenuti falsi”. E il presidente ha firmato giovedì sera un decreto che obbliga la cinese ByteDance a vendere la partecipazione nelle operazioni di TikTok negli Usa: ogni società che continuerà a fare affari con TikTok fra 45 giorni sarà soggetta a sanzioni. Il decreto riguarda anche un’altra app di proprietà della cinese Tencent, WeChat.

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