– 82: Biden il regista, Harris il centrattacco

13 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Con Kamala Harris, Joe Biden si è messo in squadra una centravanti di sfondamento e l’ha subito schierata al centro dell’attacco, riservandosi il ruolo di regista. Nelle sue prime sortite pubbliche insieme a Biden, la Harris alza tono e livello degli attacchi e delle critiche a Donald Trump e alla sua amministrazione.

Invece, i repubblicani paiono incerti se bollare la Harris come troppo “liberal” o se sostenere la tesi diametralmente opposta, che non è abbastanza “liberal” per soddisfare la sinistra: un’incertezza che, secondo le giornaliste, potrebbe significare che è la persona giusta per creare imbarazzi al duo Trump/Pence. La promuove la finanza newyorchese come lo show-biz californiano.

Nelle 24 ore successive all’annuncio della scelta della Harris come vice, la campagna di Biden ha raccolto “una somma record, 26 milioni di dollari, con 150 mila persone che hanno donato per la prima volta”: lo ha detto lo stesso Biden, partecipando con la Harris a una raccolta di fondi. E ha aggiunto: “L’entusiasmo è davvero palpabile”.

Un sondaggio a caldo Reuters/Ipsos premia la scelta della Harris che piace a quasi nove democratici su dieci: la senatrice risulta più popolare di Biden tra le donne (60% a 53%), gli under 35 (62% a 60%) e anche in una fetta di repubblicani (25% a 20%).

Nel giro di 24 ore dall’annuncio della scelta della Harris come vice, però, il vantaggio di Biden su Trump è rimasto praticamente immutato: 46% per Biden-Harris e 38% per Trump-Pence, a fronte del 44% contro il 37% del giorno prima.

All’esordio con Biden, la Harris ha alternato parole chiare – “Combattiamo una battaglia per l’anima di questa Nazione, una battaglia che insieme possiamo vincere” – e bordate contro Trump, che, “nel mezzo di una pandemia, sta tentando di smantellare il sistema sanitario. Mentre le piccole imprese chiudono, agevola i ricchi. E quando la gente invoca sostegno, usa i gas lacrimogeni”.

Trump cerca di smontare il ticket rivale: dice che la Harris “è il genere di rivale che tutti sognano“, ne evoca gli scontri con Biden nei dibattiti fra gli aspiranti alla nomination democratica; ricorda che, nelle primarie democratiche, “partì forte e finì debole”.

Biden spiega così la sua scelta: “Se saremo eletti erediteremo numerose crisi, una nazione divisa e un mondo nel caos. Non avremo un minuto da perdere. È proprio per questo che l’ho voluta: è pronta a guidare dal primo giorno … E’ cresciuta credendo nella promessa dell’America perché, figlia di immigrati, l’ha vista in prima persona. Insieme, io e Kamala combatteremo ogni giorno perché quella promessa sia mantenuta per tutti gli americani”.