– 75: la notte di Kamala Harris e Barack Obama

20 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Kamala Harris ha accettato la nomination a candidata vice-presidente di Joe Biden per Usa 2020 e l’ex presidente Barack Obama ha accusato il suo successore Donald Trump di costituire “una minaccia per la democrazia”. Sono stati i momenti forti della terza serata della convention democratica, che è stata la più emotivamente intensa finora, con interventi anche di Hillary Clinton, Nancy Pelosi, Elizabeth Warren e molti altri.

Il presidente Trump ha fatto il contro-canto della kermesse democratica e ha replicato agli attacchi. Su Obama, ha detto in conferenza stampa “Quando vedo l’orrore che ci ha lasciato e la stupidità degli accordi che ha concluso… guardate com’era terribile, fino a che punto fu un presidente inefficace”. Sulla Harris, ha finto d’interrogarsi: “Ma non aveva detto che Biden è razzista?”.

Trump ha pure avallato le teorie cospirazionistiche del movimento QAnon, secondo cui lui sta segretamente salvando il mondo da una setta di pedofili e cannibali: “Non ne so molto”, ma “capisco che gli piaccio molto e questo lo apprezzo… Ho sentito dire che sono persone che amano il nostro Paese… È una cosa negativa? Stiamo veramente salvando il mondo”.

La nomination di Kamala Harris, che ha parlato dal palco della convention, in un vestito color quaresima che pare essere il suo preferito, di fronte a una sala praticamente vuota, ha una valenza storica, perché, con le sue origini afro-americane e indiano-americane, è la prima donna non bianca nominata in un ticket presidenziale da uno dei maggiori partiti. La Harris, ex procuratore generale della California, ha ammonito: “Riconosco un predatore quando ne vedo uno” e “Non c’è vaccino contro il razzismo”.

Obama ha tracciato un fosco quadro dell’America di Trump, tratteggiando il suo successore come una persona che non si preoccupa della gente, non si assume le responsabilità e gestisce l’incarico come se fosse un reality show: una minaccia non solo per il welfare, ma per le istituzioni democratiche.

È stato il ‘Kamala day’, ma l’intervento più intenso è stato quello di Obama, il cui discorso fa il paio con quello appassionato e forte della moglie Michelle nella giornata inaugurale. Agrodolce, invece, l’apparizione della Clinton, il giorno dopo le contestazioni sul web al marito Bill: l’ex first lady, senatrice, segretario di Stato e candidata 2016 alla Casa Bianca mescola l’amarezza della sconfitta e la voglia di rivincita dei democratici nell’Election Day il 3 novembre con il ticket Biden/Harris.

Fronte coronavirus, i dati della Johns Hopkins University, aggiornati a mezzanotte sulla East Coast, indicano che i casi di contagio negli Usa hanno superato i 5 milioni e mezzo e sfiorano i 5.530.000 e i decessi si avvicinano a 173.200.

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